Andata, “Little Boxes” è andata…
In cambio ci hanno appioppato questo fotogramma, carino, certo, ma insapore, inespressivo, niente al confronto della magnifica sigla. Sob!
Probabilmente le mie speranze di un ritorno ad Agrestic erano un’illusione, l’idea di trovarmi di fronte ad una situazione esclusivamente temporanea era solo un modo per non arrendermi all’inevitabile: Weeds non è più Weeds. Agrestic non è più il centro dell’azione, e di Conrad e Heylia non c’è traccia. Addirittura Nancy non fa la sdraiona (cit.) pur avendone ampiamente possibilità, non so più cosa pensare!
L’episodio precedente aveva già posto le basi per questo cambiamento, ma sinceramente mi aspettavo qualcosa di diverso. Mi aspettavo forse più interazione tra Nancy and co. e i “sopravvissuti di Agrestic”, mi aspettavo qualche molla che facesse scattare l’azione, e invece tutto ciò con cui mi ritrovo è una telecamera a forma di Gesù che riprende Nancy mentre fa pipì in macchina. Tutto qui?
L’unica cosa rilevante dell’episodio accade ad Agrestic. Celia, in prigione, oltre a cambiare look riceve una visita di Roy Till che dichiara di iniziare a crederle, dopo aver visto una fotografia di Nancy in sospetta compagnia di Guillermo durante l’incendio di Agrestic. Allora forse non tutte le speranze sono perdute!
L’altro fulcro dell’azione è ovviamente Nancy, che affronta la prima “missione” affidatale da Guillermo: andare in Messico a comprare del Ventolin per lui. Chiaramente un messaggio in codice, visto che per rendere credibile il viaggio il messicano spacca il fanale della macchina di Nancy, per poi spedirla da un carrozziere di sua fiducia in Messico. Come regalino di benvenuto, Nancy riceve una statuetta di Gesù che muove la testa, che le farà compagnia per tutto il viaggio.
Dopo qualche gag neanche poi troppo riuscita, Nancy compra il Ventolin, recupera la macchina e si rimette in strada, per poi essere fermata alla dogana per un controllo. Panico e paura, ma la polizia non trova altro che le medicine (che peraltro confisca, visto che Nancy non ha una ricetta), e con un sospiro di sollievo la ragazza torna da Giullermo, complimentandosi con lui per l’abilità con cui ha fatto nascondere la droga che la polizia non è riuscita a trovare. Ma (ovviamente) il viaggio era solo un test, e di droga non ce n’era davvero. C’era solo la statuetta-telecamera, che sicuramente regalerà momenti di ilarità a Guillermo and friends.
Gli altri personaggi, in questo episodio, sono totalmente di contorno: Silas coltiva erba nella vasca da bagno della nonna, Shane cambia il pannolone alla stessa nonna, Andy e suo padre praticamente non esistono, Doug e Isabel compaiono quei due minuti per far da spalla comica a Celia, mentre Dean viene direttamente lasciato fuori campo. In Weeds il contorno è importante, forse più importante dell’azione stessa, e quando mancano sia l’uno che l’altro si resta con un senso un po’ di vuoto, è destabilizzante.
Peccato, la season premiere aveva lasciato aperte molte possibilità, ma sembra che abbiano scelto la peggiore.










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Luglio 6th, 2008 alle 15:57
Mi sa che questa stagione la guarderò per inerzia.
Le storie non mi interessano granchè, le vedo slegate, rido pochissimo (anzi sorrido al massimo, come nel caso di Nancy che fa pipì in macchina, ma, voglio dire, siamo arrivati a tali livelli di demenza pseudo-comica?).
Basta messicani, non si reggono proprio.
E il resto, boh, sembra che tutto quanto continui proprio per inerzia.
E le cose non migliorano con l’episodio successivo.
Quindi, ok, per ora un 3 perenne e immutato nella speranza che le cose si movimentino e diventino interessanti.
Luglio 7th, 2008 alle 11:07
Povera, povera, povera Celia. Se qualcuno mi avesse detto che un giorno avrei provato pena per lei, probabilmente gli avrei riso in faccia.
Luglio 7th, 2008 alle 21:03
ke brutta puntata