Scrubs - 7×11 - My PrincessC’era una volta Scrubs… e forse c’è ancora.
Questa settima stagione, mutilata e deludente, si conclude con un episodio ben al di sopra della media di quest’anno.
Zach Braff, che lo ha diretto, lo presenta come un omaggio a The Princess Bride (ovvero, La Storia Fantastica) e come un World of Warcraft “alla Scrubs”.
Forse non ha molto di WoW, ma è sicuramente più scrubsiano dei suoi precedenti: c’è ironia, sarcasmo, trash e cinismo e finalmente c’è di nuovo anche l’imbarazzo della scelta dello screencap, tante sono le inquadrature che meriterebbero.
Questo capitolo doveva essere uno degli intermedi e non la conclusione. Ma possiamo tranquillamente sorvolare sugli anacronismi e persino su alcuni orribili effetti speciali (magari fingendo che siano anch’essi un omaggio agli anni Ottanta) e goderci la storia.

Sembra una giornata come le altre al Sacred Heart, ma una volta tornato a casa, Cox la descriverà come la peggiore mai passata. Se c’è un buon sistema per risollevarsi un po’ il morale, è quello di raccontare la storia della buonanotte al piccolo Jack: una bella fiaba su Sacred Heartia, villaggio medievaleggiante popolato di giganti, streghe, cavalieri, principi e principesse, in cui ambientare gli eventi appena trascorsi e dare loro un finale migliore.

Turk e Carla si ritrovano così trasformati in Turla, un essere a due teste e doppio pettorale eloquentemente modellato (forse il peggiore dei costumi, una dura gara con quello del Gigante-Inserviente).
Elliot, più fortunata, è la Principessa, che deve trovare un modo per sconfiggere il terribile Mostro (tremendo, davvero, così brutto quest’effetto che faceva accapponare la pelle!) che sta mettendo in pericolo la vita della sua Ancella.
JD è l’Idiota del villaggio e non poteva essere altrimenti dato che è un idiota anche nella realtà (perfetta la sua presentazione, con il salvataggio del pesce dall’annegamento, ma il clou del personaggio è la descrizione del suo metodo per sistemarsi i capelli).
Kelso è ovviamente Oslek, temutissimo tiranno dai poteri diabolici, corna alla Malefica e ghigno alla Braccio di Ferro.
Ted è il suo tirapiedi deforme, con vistosi problemi cutanei ed una scarsa autostima. L’Inserviente è un Gigante vendicativo e ricco di inventiva. Keith è un Principe, Tod una specie di fatina e Doug il becchino del villaggio. C’è pure Sasha, il motorino di JD, in versione asinina.

La storia è molto semplice e lineare: la Principessa cerca aiuto per salvare la sua Ancella, e l’Idiota le offre il proprio. Siccome però è un idiota, non riescono a risolvere granchè. Quando anche la pozione anti-mostro dell’alchimista del villaggio procurata da Turla non ha alcun effetto, il gruppetto decide di chiamare il cavaliere Percival Cox. Purtroppo persino lui fallisce, ma lascia loro un suggerimento: devono trovare l’Anello d’Oro e per farlo devono inoltrarsi nella Foresta Proibita.
Ovvero: devono trovare la diagnosi corretta ed avranno bisogno di trattenersi in ospedale anche quando il loro turno sarà terminato, cosa che Kelso aveva proibito per evitare conseguenze legali in caso di errori medici dovuti alla stanchezza.
La Principessa e l’Idiota decidono di correre il pericolo e si avviano alla ricerca di questo Anello d’Oro, ma vengono presto individuati da Olsek che li rinchiude nelle sue prigioni. Prima che cominci la tortura, JD ed Elliot riescono a spiegare a Kelso che la loro permanenza non può avere nessuna conseguenza negativa per l’ospedale e si ritrovano così di nuovo liberi.
Finalmente, JD si ricorda di una frase udita di sfuggita e intuisce di che malattia si tratta: ne parlavano due specializzandi quella mattina stessa (che con quella In-your-face-dance mi hanno ricordato moltissimo JD ed Elliot delle prime stagioni… un’autocitazione?)
Nella versione fiabesca della storia, il tutto equivale al ritrovamento dell’Anello, consegnato da due piccoli Folletti della Foresta. La Principessa e l’Idiota montano in sella a Sasha, che per l’occasione viene tramutato, con qualche difficoltà, in un bel destriero bianco. Segue inquadratura della cavalcata con teste mozzate (no, non ci sono scene cruente, le teste eliminate sono quelle degli attori in sella, che ovviamente non sono Braff e la Chalke) e alla fine grazie all’anello magico il Mostro viene sconfitto.
Tutto è bene quel che finisce bene.
Almeno nelle fiabe.

Purtroppo, nella realtà, una volta individuata la diagnosi, è necessario ancora qualcosa: in questo caso, un fegato nuovo per la paziente. E se Cox parlava di una pessima giornata, possiamo immaginare come sia andata a finire…
Devo confessare che mi ha fatto piacere che sia morta. Non tanto per il fatto in sé, ma perché è la conferma che Scrubs riesce ancora ad essere insieme surreale e reale, ad evitare il melenso-lieto-fine-a-tutti-i-costi.

Tra le storyline secondarie, non poteva mancare quella sentimentale tra JD ed Elliot, ovvero tra l’Idiota e la Principessa. Da una battuta pare che sia trascorso appena un mese da quel bacio mancato sulla brandina e la storia con Keith sembra terminata da poco. Nella versione fiabesca, anche il Principe-Keith offre il proprio aiuto alla Principessa, ma lei lo liquida rapidamente dopo essere rientrata in possesso della chiave della propria cintura di castità. L’Idiota invece è talmente idiota da fare battutacce sul proprio fondoschiena e sul petto della Principessa, ma in qualche modo riescono a chiarirsi quando sono incatenati nella prigione di Olsek. Il tentativo di slinguazzamento era reciproco ed alla fine decidono di non dare importanza alla cosa, “Because in the end, they were both idiots”. Come non essere d’accordo con Cox?

Le altre storyline sono talmente minuscole che forse non possono nemmeno essere considerate tali, ma meritano comunque un accenno, se non altro per i momenti buffi che contengono.
Doug, addetto alle autopsie al Sacred Heart e becchino a Sacred Heartia, si fa riconoscere sin dalla battuta d’apertura dell’episodio e conclude con la testa mozzata (la sua sì, realmente decapitata) infilzata nelle prigioni di Oslek. Il cadavere abbandonato nell’ascensore con la porta che gli sbatte addosso è qualcosa che difficilmente vedremo in altre serie.
Nel tentativo di riporlo in luogo più consono, Ted resta con la schiena bloccata e fornisce così lo spunto per la propria versione fantasy. Sia come avvocato fallito che come servo frustrato, Ted regala ottimi momenti: tra tutti, il “Are you sure?!” rivolto a Kelso a proposito delle parrucche in tribunale ed il “Do I?!” in risposta all’offerta del Gigante di andare a fabbricare aquiloni di pelle umana appena scorticata.

È difficile fare una lista delle battute o delle situazioni migliori, ma sicuramente una delle cose che ho apprezzato di più è stato il passaggio finale dalla fantasia alla realtà, realizzato con una tecnica di cui assolutamente non so il nome, ma che mi ricorda quei libri di fiabe illustrati con gli inserti pop-up e quelli che tiravi una linguetta a margine e si spostava un segmento del foglio, rivelando un disegno nascosto. Tra gli effetti usati per questo episodio, questo per me è decisamente il più riuscito.
Altra cosa che mi è particolarmente piaciuta, è stata la comparsa improvvisa della Scary Old Lady-Jordan: del tutto inutile nella trama della fiaba, ma perfettamente funzionale per lo stacco pubblicitario. Ed è bello anche vedere che se inizialmente Cox non aveva affatto voglia di mettersi accanto a Jack, e c’era voluto un sonoro “Dad suck it up!” per convincerlo, ora torna quatto quatto nella stanzetta per finire di raccontare nonostante il divieto di mamma Jordan, perché una fiaba prima di dormire non è un obbligo, ma un piacere anche per il narratore (o almeno così assicura mia madre, che me ne ha raccontate e lette a bilioni).
Per la cronaca, questa cornice è il principale riferimento a The Princess Bride, ma non l’unico. C’è infatti una particolare battuta di Cox in versione cavalleresca, quando si presenta al mostro accingendosi a menare il primo fendente, “My name is Percival Cox. You’re killing my friend. Prepare to die”, che ricalca quella di uno dei protagonisti del film, Inigo Montoya, tanto famosa (perlomeno oltreoceano) da finire pure sulle magliette (segnalate da Gothic… io non l’avrei mai scoperto né sospettato!).

Voto finale? Considerati i pro e i contro, pensando a Peppermint ed alla strategia di immobilità collettiva anti-Tod, azzarderei addirittura un quattro e mezzo.

Per la stagione, invece, tenendo conto anche del casino combinato proprio con quest’ultimo episodio fuori cronologia, non credo di poter andare oltre due e mezzo.

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3 Risposte a “Scrubs - 7×11 - My Princess”
  1. scrive:

    Ma sì, dai. Sono d’accordo con i voti di Nusta.

  2. mikaylamikayla scrive:

    non posso votare la stagione perchè non l’ho seguita tutta ma questa puntata mi è piaciuta, anche se come season finale non ha reso molto…
    l’ho trovata divertente, i personaggi spiritosi e la storia accattivante, per il parallelismo con la realtà…
    naturalmente il cinismo e l’ironia condiscono il tutto per un insieme fantastico!
    particolarmente commovente il finale, in cui l’ancella vive per sempre felice e contenta, ed è come cox racconterà la storia…
    e la principessa e l’idiota che sono entrambi idioti… quel quasi-bacio mi aveva fatto sperare!!
    mi auguro che la prossima stagione sia a livello della fama del telefilm! a presto!

  3. Mirs Winchester scrive:

    io non l’ho vista ankora la 7° stagione…..
    molto divertente questa puntata……
    Nusta ti devo ringraziare xò xkè mi hai fatto molto ridere……l’hai descritta molto bene
    ciau
    se non ti disturba puoi lasciare un kommentino nel mio blog?
    http://la-maniaka-dei-telefilm.spaces.live.com/
    grazie in anticipo ciauuuuu

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