wonderfalls.jpgDopo una pausa di riflessione, ecco che ritorna, con il secondo post di seguito, la rubrica Flashback che tutti noi amiamo e apprezziamo (annuite con la testa, per favore… Bravi, così…). E quale occasione migliore per parlare di una serie realizzata da figure del calibro di Bryan Fuller (Dead like me, Pushing Daisies), Todd Holland (Malcolm in the Middle) e Tim Minear (Angel, Firefly), che hanno ben pensato di mettersi insieme per sfornare questo piccolo imperdibile gioiellino?

Jaye Tyler è una ragazza normale. O meglio è una normale ragazza cinica, disillusa, che accetta l’anonimato della sua vita e si accontenta di star fuori dalle logiche di autorealizzazione e di ricerca della felicità americane, facendo da commessa di un negozio di souvenir alle cascate del Niagara e vivendo da sola in una roulotte fuori città. Ma forse, dopotutto, ha solo paura delle responsabilità, delle aspettative che inevitabilmente vengono deluse. Un bel giorno però la nostra cara Jaye quasi non si strozza mangiando un panino e viene colpita in testa da una monetina rimbalzata proprio contro la fontana della principessa indiana che le leggende locali vogliono essersi sacrificata come sposa al dio della cascata. Non ci avete capito niente? Non importa. Quello che importa è che dal momento successivo la nostra protagonista sviluppa una straordinaria, ma fastidiosissima, abilità: sente parlare le cose. Cose di tutti i tipi, basta che abbiano una faccia e una bocca: leoni di cera, scimmie fermacarte, magliette con serpenti. E, se non bastasse questo a renderle la vita complicata, gli oggetti iniziano a dirle quello che deve o non deve fare. Purtroppo Jaye presto capisce che è meglio non ribellarsi agli ordini degli esseri inanimati e allora, incarnando il motto pronunciato dalla famosa principessa indiana, la nostra protagonista non può che arrendersi al destino.

Wonderfalls è una serie che già partiva arrendendosi al destino, o meglio ad un destino chiamato FOX. Mandata in onda dopo mille spostamenti, con episodi trasmessi in ordine sparso (vi ricorda qualcosa?) e in giorni a caso, viene cancellata dopo sole quattro settimane nonostante il favore della critica. La serie è stata poi “salvata” dalle lettere minatorie (giustificatissime) dei fan che volevano vedere concluse le vicende della nostra Jaye, dei suoi amici e della sua famiglia, riuscendo infine a far pubblicare un cofanetto con tutti e tredici gli episodi prodotti, cofanetto che, guarda un po’, ha riscontrato subito un buon numero di vendite.

Ma cosa c’è di bello in questa serie? L’ironia, il cinismo, lo sguardo irriverente ma sottile di Bryan Fuller, capace di tessere tra dialoghi serratissimi e brillanti, anche con l’aiuto esperto di Tim Minear, storie fantasiose e originali, innocentemente dissacranti, come il bambino che si fidanza con una immigrata russa o la Jaye e il fratello che vanno in Canada a rapire la loro colf, la suora che crede in Dio per l’esistenza del formaggio, o ancora la ladra d’identità che si vuole sostituire alla nostra protagonista, e così via per tredici densi episodi. E si fa quasi palese il processo evolutivo condotto da Bryan Fuller che dalle grottesche e surreali vicende di Dead Like Me (la cui guida ha abbandonato dopo pochi episodi) è approdato infine alle favole colorate e originali di Pushing Daisies.

Un altro grande punto di forza sono poi i personaggi, a partire proprio da Jaye, interpretata da una magnifica e perfetta Caroline Dhavernas (Hollywood, che ne hai fatto di lei?????), personaggio meraviglioso e simpaticissimo, più maturo e consapevole di George, la protagonista di Dead Like Me. Jaye riesce ad essere infatti una figura di spicco in grado di reggere tutto il peso della serie, anche se, dobbiamo ammetterlo, è fortemente aiutata dal resto del numeroso cast. La famiglia Tyler è fantastica, dalla sorella avvocato segretamente lesbica al padre dottore affettuoso e attento, dalla madre scrittrice accentratrice al fratello teologo ateo (interpretato da Lee Pace, Ned di Pushing Dasies). E ancora l’amica Mahandra, interpretata da Tracy Thoms (che alcuni di voi avranno visto in Death Proof di Tarantino) e infine lui, il grande amore di Jaye, Eric, il romantico barista dal cuore spezzato, tradito dalla novella sposa alla prima notte di nozze con un cameriere dell’albergo.

Se una pecca la devo trovare, è nel fatto che la serie sembra partire già col presupposto di venire cancellata. Tutta la trama del potere di Jaye di parlare con le cose inanimate sembra più un puro pretesto narrativo che una colonna portante della vicenda generale, che prosegue con storie legate da nessun filo logico se non quello della storia d’amore nel finale, portando quasi a ritenere che sia assente qualunque direzione ben definita. Anche la (gradita) conclusione al termine del tredicesimo episodio evidenzia comunque una partenza in sordina, come se gli autori già si aspettassero ciò che poi, in effetti, è accaduto. Chissà se una carica in più avrebbe dato una linfa diversa alla serie e più possibilità a questa di proseguire.

Detto questo, la serie rimane assolutamente un must, un cult che va visto, apprezzato e amato. Gradevole, folle, intelligente. Un piccolo gioiello che nella sua brevità sa rimanere stampato nella memoria. Come una cartolina, ricordo di una breve e intensa vacanza estiva.

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24 Risposte a “[Flashback] Wonderfalls - Stagione 1”
  1. FrancescoFrancesco scrive:

    E’ vero, è una serie molto gradevole e surreale. La ricordo con piacere, ma preferisco Dead Like Me, meno spensierata, più cinica e più lunga.
    Trovo che nel tempo Fuller si sia addolcito parecchio, mi piacciono molto tutte e tre le sue serie, ma l’umorismo di Dead Like Me rimane irraggiungibile.
    Tranne l’episodio degli indiani (il penultimo mi pare) è tutto ben fatto.

    Se una pecca la devo trovare, è nel fatto che la serie sembra partire già col presupposto di venire cancellata.

    Questo è vero, però in realtà ho letto che gli autori sapevano già come iniziare la terza stagione (non so perchè direttamente la terza e non la seconda), ovvero con Jaye rinchiusa in una clinica psichiatrica o qualcosa del genere.

    Peccato che non abbiano avuto la possibilità di continuare.

  2. LazLaz scrive:

    Infatti, nemmeno io penso che siano partiti già sapendo che sarebbero stati cancellati. O meglio, magari sì, perché erano realisti e sapevano su che network stavano, ma questo non implica che non avessero un ottimistico piano a lungo termine, come giustamente ha appena ricordato Francesco. Un po’ come Drive (dove il piano a lungo termine c’era per forza) e che è stato cancellato ancora pià velocemente di Wonderfalls.

    Detto ciò… che meraviglia! Una delle mie serie preferite nonostante la brevita e nonostante io abbia mi tenga ancora gli ultimi due episodi da vedere su DVD (per fortuna questa su DVD almeno è uscita, a differenza di altri due serie imperdibili di Tim Minear, il già citato Drive e il bellissimo The Inside). Jaye era davvero fantastica ed è un peccato sia sparito tutto nel nulla… bah, FOX…

  3. Rei, the frakkin' Serialmente guyRei, the frakkin' Serialmente guy scrive:

    Diciamo che per Dead Like Me Fuller ha dato solo la spinta iniziale, visto che ha lasciato le redini della serie per divergenze con il canale dopo soli cinque episodi. In realtà secondo me Fuller non si è affatto addolcito, è diventato molto molto più sottile. Infatti non ci trovo nulla di soft in una bulimica che finisce per esplodere (Pushing Daisies) o in una vecchia che muore giusto prima dell’atto che l’avrebbe redenta (Wonderfalls). Secondo me Fuller, infatti, ha sviluppato più classe.

    E per quanto riguarda i piani oltre la prima stagione degli autori, ok, ci posso credere (l’ho letta anch’io questa cosa), anzi spero proprio che li avessero fatti ovviamente (anche perché altrimenti sarebbero stati parecchio sconsiderati), però da qui non traspare niente di tutto questo, nessun progetto o direzione, almeno all’apparenza. Ma questo non toglie niente alla serie in sé, come ho già detto. Sono solo considerazioni di un fan amareggiato. :-)

  4. RiccarrdoRiccarrdo scrive:

    ho visto la serie, tutta quanta… e il giudizio è al massimo discreto.

    troppo, troppo peso dato alla lovestory. il formato da 40 minuti poi troppo pesante per una serie del genere, 20 minuti bastavano e avanzavano…

    le uniche buone doti per cui l’ho trovato un buon passatempo sono l’originalità e i dialoghi, siamo sul tre e mezzo però.
    cioè, se all’inizio poteva anche avere delle buone possibilità, col passare degli episodi si è un pò scaduti nella ripetitività delle situazioni e delle vicende.

    big up per la madre di jaye e la stronzaggine di kaylee alias jewel staite XD

  5. paulus scrive:

    mi mancano 5 episodio e poi ho finito di vederla….tristezza….
    concordo con chi la definisce un gioliellino, imperdibile, apprezzo i dialoghi e alcune delle situazioni che se pur irreali sono da ricordare, come il fratello che cerca di capire se e perchè la sorella parla con gli oggetti.
    Voglio dargli 5 stelline perchè è una conferma della bravura di Fuller, da cui voglio sapere che fine ha fatto l’aiutante della morte saltata chissà dove nella 1×05 di Dead like me, prima dell’arrivo di Daisy.
    Conoscendo, ora, i suoi precedenti voglio rigustarmi la prima stagione di pushing daisies, da vedere sotto un’altra ottica….

  6. Rei, the frakkin' Serialmente guyRei, the frakkin' Serialmente guy scrive:

    @ Riccarrdo: Ma come? La love story (che poi bisognerebbe dire LE love story) è l’unica cosa che si sviluppa e cresce nella serie???? Io invece credo che il formato sia fortemente adatto ai quaranta minuti, grazie ai quali abbiamo dei cambiamenti netti e ribaltamenti di trama da urlo, che i venti non avrebbero potuto fornire. E invece io ho avuto la sensazione opposta: più andava avanti, più la serie mi convinceva di più.

    @ paulus: goditeli questi cinque episodi!!!! Non ne avrai altri!!!! Per la questione del salto, quello pare essere stato uno dei tanti motivi alla base della fuga di Fuller.

  7. gothicgothic scrive:

    La cosa ridicola è che la Fox non ha mai dato una vera possibilità a Wonderfalls. Prima la mette al venerdì sera nello “slot della morte”, poi quando inaspettatamente i ratings non sono molto buoni la sposta al giovedì sera, senza neanche pubblicizzare più di tanto lo spostamento, e piazzandola contro quel mostro cagaratings di CSI.

    Comunque gran bella serie, peccato davvero. Mi unisco alle lodi sperticate per Caroline Dhavernas, bravissima a tenersi sempre in equilibrio sul cartoonesco senza mai andare sopra le righe, ma direi che in generale tutto il cast era davvero ottimo.

  8. elemiglioelemiglio scrive:

    Wonderfalls… Wonderfalls… è una delle mie serie preferite (l’ho pure messa nel mio sito che mai finirò http://digilander.libero.it/elemiglio3/series/Wonderfalls/Woderfalls.html nella sezione “serie troncate sul nascere”).

    Mi è tornata in mente anche a me Wonderfalls da quando ho visto Pushing Daisies… che bei ricordi… quasi quasi me la rivedo… ma ho talmente tante serie in coda… devo smetterla di accumulare…

    Che fine hanno fatto davvero Caroline Dhavernas e Tyron Leitso?

  9. Rei, the frakkin' Serialmente guyRei, the frakkin' Serialmente guy scrive:

    Caroline Dhavernas è veramente un mostro, non capisco come possa essere sparita dalla circolazione. Bella, faccia sveglia e intelligente, grande comicità. Un mostro.
    Queste cose sono veramente inspiegabili. L’industria hollywoodiana inghiotte e dimentica personaggi senza alcun criterio.

  10. billixxx scrive:

    La recensione mi ha molto incuriosito. Esistono i sottotitoli italiani?

  11. Rei, the frakkin' Serialmente guyRei, the frakkin' Serialmente guy scrive:

    Esiste proprio in italiano. L’hanno mandato su FOX. :-)

  12. wild_honeywild_honey scrive:

    ho molto amato questa serie, ma ne ho identificato subito le debolezze narrative che poi fuller ha corretto rendendo perfetto pushing daisies: meccanismi ripetitivi, nessuna trama trasversale, mancanza di momenti topici nell’arco della stagione.
    resta un prodotto assolutamente ben fatto che mi ha molto coinvolto, queste serie dalle storie assurde che si reggono sulla assurdità dei personaggi mi conquistano alla svelta!
    poi lee pace, lee pace! <3

  13. Malibu scrive:

    All’inizio non mi ha convinto per niente, devo ammetterlo. Ma, chissà perchè, ho contiuato a guardarla. E più andavo avanti, più mi convinceva. Alla fine, mi ha convinto, e mi dispiace non ci sia un “…to be continued…”
    Non so se sia merito degli attori, uno migliore dell’altro, o di quella sigletta ammiccante…o di quelle trame e sottotrame sconclusionatissime e irregolari (così le ho percepite), o della love story che ti tiene col fiato sospeso….non lo so. Sta di fatto che sono arrivata alla fine e posso dire: ne voglio ancora!!

    comunque secondo me la linea orizzontale non era così poco curata…gli animali parlanti, la scimmia dell’analista…su, un filo conduttore c’era eccome! per non parlare della fantastica tipologia dell’eroe riluttante che viene incarnata perfettamente da jaye.

    e quoto wild_honey su lee pace!

  14. Rei, the frakkin' Serialmente guyRei, the frakkin' Serialmente guy scrive:

    @ wild_honey: secondo me la ripetitività era uno dei suoi punti forti, anche perché la serie riusciva a ribaltarla attraverso trovate di sceneggiatura da applauso e sui momenti topici non concordo: insomma, lei che si ritrova a fare da testimone al rimatrimonio di Eric mi sembra molto topico!!! ;-)

    @ Malibu: gli animali parlanti secondo me sono stati una linea orizzontale troppo debole, a parer mio, che non si sviluppa (se non la scimmia dell’analista che, guarda caso, si sviluppa sempre alla fine) e quindi non ha tanto senso chiamarla linea orrizontale. E’ più un elemento strutturale.
    Per il resto ti quoto assolutamente su Jaye, protagonista riuscitissima, e sull’”irregolarità” delle trame che, ripeto, è da applauso.

  15. wild_honeywild_honey scrive:

    si, devo aggiungere che amo jaye: dal momento che ha urlato dietro a quella bambina nel pilot mi è entrata nel cuore! XD

  16. skorpioskorpio scrive:

    ho visto ieri sera il pilot, posso dire che mi è sembrato molto simile a dead like me (anche nelle scelte registiche): si vede che la mano è la stessa e ha lo stesso gusto per il surreale ed il grottesco…

    in questi giorni mi sto “procurando” le altre puntate, seguirà integrazione del commento… :-)

  17. Rei, the frakkin' Serialmente guyRei, the frakkin' Serialmente guy scrive:

    Tranquillo, ti aspettiamo! ;-)

  18. AnnAnn scrive:

    Uffa ho finito di guardarla :(
    mi spiace davvero che non ci sia un proseguo. Non sono molto d’accordo con chi dice che le storie d’amore erano l’unica cosa che dava continuità alla serie, c’era anche tutto il lato mistico da approfondire. Vero che era ovvio che c’entrasse la cultura nativo americana, di cui non so un bel niente se non le cose più banali, però magari è stata in qualche modo rielaborata, ci sarebbero state rivelazioni più avanti. E scusate ma “la prescelta” che non vuole esserlo è un tema che mi è molto caro, e vedere come si sarebbe potuta gestire la cosa mi intriga anche un bel po’.
    Anche se ad essere sincera trovo un po’ creepy i pupazzi che parlano, soprattutto quello nella botte…
    Tutto il cast mi è piaciuto molto, adoro i genitori di Jaye sono un po’ creepy anche loro, soprattutto la madre che sembra uscita da un giallo dove lei è l’assassina, e menzione speciale a Jewel che ha saputo rendere una perfetta bitch!

  19. Rei, the frakkin' Serialmente guyRei, the frakkin' Serialmente guy scrive:

    E Jaye!!! Hai celebrato troppo poco Jaye!!! Una dei protagonisti più perfetti di una serie tv, secondo me.

  20. skorpioskorpio scrive:

    Non mi sento di unirmi al coro di lodi unanimi, sono arrivato alla visione dell’episodio 6 dei 13 e in realtà non l’ho trovato niente di speciale…

    La protagonista mi resta abbastanza antipatica (caruccia sì, ma di un indisponente…), le indicazioni degli animali parlanti quantomeno frustranti, la puntate più o meno tutte sullo stesso canovaccio (persona da aiutare - indicazioni criptiche degli animali parlanti - litigi di jaye con famiglia/amici - avversità varie - comprensione delle indicazioni criptiche degli animali parlanti - aiuto al caso umano di turno - riconciliazione con famiglia/amici).

    Simpatici i personaggi di contorno (il barista romantico, la sorella gay repressa, il padre comprensivo e la madre decisamente creepy), ma l’ambientazione delle cascate del Niagara non è che offrisse più di tanta varietà (ci sono stato, e dopo un’ora ne hai le scatole piene di vedere acqua che cade…), ed in definitiva noia che subentra dopo un po’ (lo stesso effetto che mi faceva Dead Like Me).

  21. Rei, the frakkin' Serialmente guyRei, the frakkin' Serialmente guy scrive:

    “Stranamente” non sono d’accordo. :-)

    Accantonando il discorso Jaye (pazzo, lei è una dei pochi protagonisti perfetti!!), le storie non si reggono tanto sullo schema, quanto sulle trovate che fanno funzionare lo schema e sulle battute che reggono tutta l’azione. Insomma Wonderfalls è orginale per come riempie e abbellisce la struttura (di solito cmq più o meno “legata” in tutte le serie) piuttosto che sulla struttura in sé.
    Noioso mai.

    Cmq finiscila di vedere (se ti va), magari migliora (pazzo, migliora dopo la prima inquadratura della prima puntata!!!).

  22. skorpioskorpio scrive:

    ho finito oggi di vedere la puntata 13, e in questo momento mi sento un po’ fantozzi: wonderfalls è una boiata pazzesca! :-)

    scherzi a parte, riconfermo il giudizio già dato: jaye veramente insopportabile (odiavo le sue smorfiette), le storie surreali ma noiosette, gli animali parlanti mi davano sui nervi, un po’ meglio i personaggi di contorno ma niente di che…

    una di quelle serie che mentre sto guardando mi viene voglia di fare altro (un po’ come dead like me, che infatti ad un certo punto ho mollato), ho resistito fino alla tredicesima puntata solo per “dargli una possibilità” e perchè non mi piace lasciare le cose a mezzo, ma veramente non posso dire che mi sia piaciuta…

  23. Rei, the frakkin' Serialmente guyRei, the frakkin' Serialmente guy scrive:

    E vabbé, ti parleremo lo stesso non ti preoccupare. :-)

  24. paulus... scrive:

    Ho finito di vedere gli episodio, sinceramente….ne voglio ancora…
    confermo il giudizio che avevo dato, un piccolo gioiellino.
    La protagonista è perfetta, la storia d’amore molto bella, una sola piccola insignificante pecca, avrei preferito che nel finale ci fosse una rivelazione in più, insomma più storia orrizzontale, pensavo che gli animali insieme portassero a una cosa, come la scimmia dello psicanalista, ma questo non conta il telefilm è molto bello anche così.

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