Thank You For Answering The Call And Joining Us.
But What It Means To Us Is Almost Beyond Words.
Tru Blood can sustain us. The Bonds of Blood Will No Longer Hold Us Hostage.
Doverosa premessa del caso: io amo la HBO. La mia serie preferita è Six Feet Under. La mia seconda serie preferita è Buffy l’ammazzavampiri.
Ora, quale pensate che sia stata la mia reazione quando, molto tempo fa, ho scoperto che Alan Ball (creatore, sceneggiatore e regista di Six Feet Under) avrebbe sviluppato per la HBO una serie sui vampiri?
Esatto: hype a mille.
E finalmente, dopo mesi di voci sul casting, continui rimandi della messa in onda, l’avvio di una campagna virale su internet, la lettura del primo libro della saga su cui la serie si basa, il pilot pre-air (audio pessimo, scene mancanti e sigla provvisoria, ma ci si accontenta) è qui.
Occorre parlarne.
Senza perdere tempo in discorsi interessanti ma inutili sulle traposizioni libro-film/televisione e sui meriti artistici di Alan Ball, vi propongo una breve introduzione sulla serie, giusto per capire di cosa si tratta.
Southern Vampires è una saga letteraria di Charlaine Harris iniziata nel 2001 (stesso anno di debutto di Six Feet Under) e ancora in fase di pubblicazione, con all’attivo ben 8 volumi.
Nel 2005, dopo la fine di SFU, Alan Ball stipula un contratto di due anni con la HBO per sviluppare una serie tratta dai libri. Per tanti motivi passa più tempo del previsto e True Blood inizia a vedere la luce solo quest’anno.
Mentre attori, troupe e tecnici vari sono impegnati a girare gli episodi dopo la fine della sciopero, parte in rete una campagna virale per promuovere lo show. Delle cartoline anonime contenenti delle scritte in lingue antiche vengono spedite a numerosi siti; l’unico indizio è una sigla TB. Nel giro di poco tempo compaiono altri siti legati al virale e il mistero viene subito risolto. Il fulcro principale della campagna è Revenant Ones, un sito in cui vampiri discutono tra di loro di svariati argomenti (integrazione, politica, leader, ecc.) - ed è ovviamente un sito falso. A seguire nascono altri siti, come BloodCopy, che si professano dei fansite svolti a svelare i misteri del virale, ma che sono quasi sicuramente parte stessa del virale.
Su YouTube, invece, compaiono numerosi video di audizioni per la serie in cui alcuni attori interpretano ruoli di fangbangers (groupie di vampiri) o di oppositori ai vampiri.
Tutto questo per sottolineare una sola cosa: la HBO vuole, anzi, ha bisogno che True Blood sia un successo. Nell’era post-Soprano, in cui le reti via cavo rivali sfornano sempre prodotti nuovi, originali e seguiti, la tv “che non è solo tv” deve nuovamente imporsi. E tenterà di farlo proprio con questa serie, puntando principalmente su tre fattori: la popolarità dei libri, e quindi il seguito di fan in attesa di vedere la serie; il passaparola mediatico dovuto in parte alla campagna, in parte al genere; il lavoro di qualità (o almeno si spera) di Alan Ball.
E’ però una strada rischiosa, e lo si vede già da questo pilot.
Pur tenendo conto che si tratta di una versione molto incompleta (a partire dalla sola sigla, la cui versione definitiva dovrebbe essere quella presente in anteprima in questa pagina) c’è da dire che il risultato è fin troppo eccentrico, spiazzante e vagamente/volutamente trash.
Siamo in Lousiana, l’ambientazione è contemporanea (lo si intuisce da un riferimento all’uragano Katrina) e il contesto è quello di una piccola cittadina. I vampiri vivono allo scoperto grazie all’invenzione del Tru Blood, sangue sintetico creato dai giapponesi che permette loro di poter sopravvivere senza doversi cibare degli umani.
Le regole del gioco sono sempre le stesse: il metallo li brucia, non possono uscire al sole, hanno dei canini, sono pallidi e freddi, ma ciò che cambia è l’approccio.
Si tratta di un fantasy-horror che cerca di essere quanto più “normale” possibile: la protagonista, Sookie, può sentire i pensieri della gente (sai che novità!), ma alla cosa non viene dato più rilievo del fatto che abbia i capelli biondi; l’ambiente che fa da sfondo alle vicende è quello della piccola comunità, ma i suoi abitanti sono inclini ad abitudini sessuali molto libertine. Si gioca quasi tutto sull’atmosfera surreale e un po’ data per scontata di una società attuale a confronto con il diverso (Non a caso non mancano gli infrangimenti di stereotipi tipici di Ball). E questa non è altro che la solita trita e ritrita metafora della maggior parte delle serie di fantascienza o fantasia (tanto che la scena in cui Sookie e Bill, il vampiro protagonista, discutono seduti al centro del bar sul perchè la gente li stia fissando risulta un po’ retorica), eppure nel modo in cui è sviluppata c’è qualcosa di geniale.
Il mix di sotto-generi, i dialoghi lunghi e a tratti cinematograficamente superflui, i personaggi bizzarri costituiscono un’ottima base per un proseguimento di buon livello.
Il problema principale, forse, è che se la serie andrà avanti come prevedo, svilupperà nella prima stagione la trama del primo libro, Dead Until Dark, (con aggiunte, variazioni o modifiche quasi irrilevanti) e ne erediterà quindi la piattezza contenutistica. Il libro, infatti, ha un potenziale che non viene mai sviluppato, dato che l’autrice preferisce concentrarsi su aspetti puramente banali e sentimentali della storia. Alan Ball, invece, ha tutte le carte in regola per poter ampliare e sviluppare in maniera diversa il materiale, dandogli un’impronta sempre ironica, ma magari più politica/satirica e con più spessore rispetto a quella del romanzo. La mia speranza è che si eviti di ricopiare il libro dall’inizio alla fine, perchè se è vero che già dopo questo pilot pre-air è possibile dire che la storia rende decisamente meglio su schermo che su carta, è anche vero che a lungo andare l’effetto potrebbe essere contrario.
In ogni caso, questo primo episodio, che poi episodio completo non è, è troppo poco per poter dare un giudizio che non sia puramente indicativo. Lavoro da fare, ce n’è. Possibilità, anche.
Appuntamento a settembre per capire se si tratterà della trashata dell’anno o del nuovo capolavoro della stagione.



(10 voti, media: 3.8 su 5)







Articoli (RSS)
Giugno 22nd, 2008 alle 18:43
In che senso trash e in che senso incompleto? Vogliamo dettagli!!
Giugno 22nd, 2008 alle 19:34
Incompleto perchè mancano proprio pezzi: nella seconda parte compaiono delle scritte al posto di alcune scene, tipo ‘Scena in cui succede questo’, ma la scena non c’è. Chissà di quanti mesi fa è questa versione.
Trash come aspetto/ambientazioni. E’ una cosa visiva più che altro, va vista. A me ha dato questa impressione. Potrebbe non essere un male, eh, comunque…
Giugno 23rd, 2008 alle 10:47
Premessa: non conoscevo assolutamente la saga.
Comunque l’aspetto che trash l’avrei marchiato come stereotipato.
Però il potenziale per non farlo diventare un “harmony con i vampiri” c’è tutto secondo me.
Mi inquieta però questo continuo ribattere che Sookie è l’unica vergine di tutto l’episodio. E non è che abbia particolarmente voglia di mantenere quel ruolo.
Non è che finiamo come gli ultimi libri di Laurell Hamilton dove passano 3/4 del tempo a trombare e 1/4 a farsi pippe mentali?
Giugno 30th, 2008 alle 16:54
Six Feet Under è anche la mia serie preferita. Io credo che Alan Ball sia uno dei migliori autori del nostro tempo e lo ha ampiamente dimostrato anche con la sceneggiatura (originale, rarità di questi tempi) di American Beauty. Detto questo, io, forse perchè di parte, ho trovato il pilot di questa serie molto bello. Ho letto su vari siti e forum la delusione di tanti fan “vampireschi” che si aspettavano un altro Buffy o Angel o Moonlight, roba che a me, onestamente e con il massimo rispetto, non piace per niente. Ma da Alan Ball non ci si poteva aspettare questo, perchè lui non è un autore che viaggia su binari normali. Lui ha preso un genere e ci ha giocato sopra. Un po’ come l’ultimo Tarantino, magari meno esagerato, ma con lo stesso intento. Omaggiare attraverso l’ironia, l’iperbolico, un genere così popolare, un argomento che viene trattato continuamente dalla televisione e dal cinema. I contenuti ci sono. Io ci leggo una metafora del razzismo del Sud, i vampiri sono i nuovi “negri”, che chiedono gli stessi diritti degli umani. Ho anche apprezzato molto il tono dei dialoghi, assolutamente paradossale. Tara e LaFayette mandano avanti lo stereotipo del nero e del gay. Sookie così pura ma che, come una spugna, assorbe i pensieri di tutti coloro che la circondano. Non so… non direi che è un capolavoro, almeno dalla visione di questo preiar, però c’è del potenziale. E sono contento che Alan Ball abbia deciso di cimentarsi con un nuovo genere, con un nuovo modo di scrivere, abbandonando l’approfondimento dei sentimenti umani più intimi che ha portato avanti con genialità e maestria in SFU.
redman
Giugno 30th, 2008 alle 19:25
Volevo solo dire che il primo a giocare coi generi è stato proprio Joss Whedon con Buffy, Angel e Firefly poi.
Detto questo io aspetto la versione “completa” dell’episodio. Anche se sarebbe interessante vedere un “work in progress”, preferisco godermi la puntata definitiva per farmi un’opinione completa.
Luglio 23rd, 2008 alle 16:57
Ovviamente aspetto l’episodio completo per poter darne un giudizio, ora come ora mi sento soltanto di dire passabile, cioè: “come serie ne seguirò volentieri i primi episodi”, a lavoro finito potrò dire se secondo me vale la pena vederlo oppure se è da saltare a piè pari come moonlight.
Per adesso sembra essere interessante come telefilm; e ora che la HBO torni agli splendori di un tempo, senza di certo togliere prestiglio agli altri network via cavo che stanno iniziando ad emergere e a creare serie interessanti. E ora che nasca il nuovo Soprano, Sex and the City, Six Feet Under, come qualità e ascolti, non come cloni!
Agosto 1st, 2008 alle 18:37
Ho una vera fissa con i vampiri (sono riuscito a farmi piacere perfino Moonlight) ma ho trovato un po’ pallosetto questo True Blood: dialoghi interminabili, sequenze statiche, per non parlare del fatto che a momenti sembrava un porno…
Concordo sul fatto che è un preair e in quanto tale incompleto, ma propendo per l’ipotesi-trashata…
Settembre 8th, 2008 alle 13:12
[…] True Blood, come probabilmente ricorderete, avevo già scritto qualche mese fa in occasione dell’uscita della versione pre air del […]