Dopo l’accettabile debutto della settimana scorsa, ritorna Fear Itself con le sue fresche e nevose ambientazioni canadesi, molto rinfrescanti per chi, come noi (o me, almeno), passa già le giornate a boccheggiare per il caldo eccessivo di questi giorni.
Pur non essendo malaccio, The Sacrifice era sostanzialmente un episodio di prova, buono soprattutto per tastare il polso al pubblico. Questo Spooked invece si avvicina molto di più all’episodio che ti aspetteresti da un’antologia horror: meno bionde dalla scollatura procace e più atmosfera, una recitazione migliore e, cosa non indifferente, un paio di momenti da brivido gelido lungo la schiena. Sicuramente pesa il fatto che a dirigere l’episodio stavolta ci sia un “legitimate frightener”, uno che col brivido ci campa, quel Brad Anderson già regista del notevole The Machinist e del brillante e criminalmente sottovalutato Session 9 (che personalmente ho adorato alla follia).
Harry è un poliziotto duro e puro, uno di quelli che pur di ottenere risultati è capace di oltrepassare ogni limite, torturando i suoi sospettati (e perchè no, persino dei semplici testimoni) finchè non ottiene ciò che vuole. E’ una patologia molto seria, conosciuta anche come “sindrome di Jack Bauer”.
Un giorno però Harry va troppo oltre e in un impeto di aggressività taglia la gola ad un sospetto, che in punto di morte lo minaccia dicendolo che non dimenticherà. Quindici anni dopo Harry ha perso il distintivo, ha cambiato nome ed è diventato un investigatore privato col vizio dell’alcool. Lui e il suo socio James pedinano coniugi infedeli per denaro, e ricattano i loro clienti con prove della loro rispettiva infedeltà per altro denaro. Un giorno Harry incontra Meredith, l’ennesima moglie ansiosa di beccare il fedifrago con le braghe calate. Il marito però sa che la moglie sospetta qualcosa, perciò Meredith chiede ad Harry di non fare la sorveglianza dall’interno del suo furgoncino, suggerendo invece di nascondersi nella vecchia casa abbandonata situata proprio di fronte alla sua abitazione. E fu così che Harry entrò in una casa infestata.
Apriamo una parentesi. Quello della casa maledetta è uno dei capisaldi del genere horror. Tra le varie storie dell’orrore che tanta gente si racconta intorno ai falò nelle notti d’estate, quella della casa infestata è sempre tra le prime, e non c’è anima al mondo che non ne abbia sentito qualcuna almeno una volta nella vita. I clichè quindi li conosciamo tutti, e per farci capire che la casa è infestata, credetemi, in Spooked non se ne fanno mancare uno. Casa abbandonata dove in passato è successo “qualcosa di terribile”? Check. Rumori strani di notte? Check. Un ritratto che all’improvviso sposta lo sguardo? Check. Una vecchia radio che si accende da sola? Check. Voci sussurrate e interferenze elettroniche? Check anche queste.
E nel caso ancora non si fosse capito che la casa è infestata, qualche giovane vandalo premuroso ha riempito le pareti di graffiti molto criptici e per niente chiari - cose come DEAD PEOPLE, WE WILL KILL YOU, BODIES IN THE BASEMENT o MURDER. E nel caso non foste ancora convinti, un altro ragazzino nascosto nel seminterrato dice di essere lì perchè è stato sfidato a passare la notte nella casa dove “quella cosa terribile è successa a quelle persone”.
A quanto pare, la casa (o meglio, chi la abita) ha il potere di mostrare alle persone le loro peggiori paure e spingerle così al suicidio. Così, mentre James si annoia nel furgoncino impegnato ad ascoltare musica, leggere giornali e giocare col suo pistolone (ehm…), Harry viene lentamente portato alla pazzia dalla casa, che gli fa vedere alcuni mostri del suo passato - tra cui Rory (il sospetto ucciso ad inizio episodio) e suo padre, intento a cavarsi i denti a mani nude per rimpiazzarli con dei proiettili (metafora di quello che è successo ad un piccolo Harry anni e anni prima). Proprio quando è ormai sul punto di togliersi la vita, Harry scopre che la casa che doveva sorvegliare in realtà è disabitata, e capisce di essere stato incastrato da Meredith. Uno scontro tra i due rivela che la ragazza è la sorella di Rory e che è stato il fantasma del fratello morto ad organizzare tutto. Segue una colluttazione, in seguito alla quale Harry si rifiuta di uccidere Meredith dimostrando di aver imparato la lezione. Purtroppo, come spesso capita nei film horror, la lezione viene imparata troppo tardi, e Harry non può fare a meno di pagarne le amare conseguenze.
Nonostante anche qui non manchi qualche stereotipo (a quanto pare caratteristica comune a tutti gli episodi di Fear Itself, almeno finora), andiamo molto meglio rispetto alla scorsa settimana. I film di Brad Anderson contengono un horror più psicologico che “fisico”, puntando molto sull’atmosfera e sull’ambientazione, e Spooked non fa eccezione, riuscendo pienamente nel suo intento e instillando continuamente una costante sensazione di disagio e inquietudine. Merito anche delle più che buone interpretazioni di Cynthia Watros (parecchio a suo agio nel ruolo della pazza bipolare) e soprattutto di Eric Roberts (gran prova d’attore la sua, piena di rabbia, orgoglio e disperazione). Anderson dirige con maestria, fornendo all’episodio una profondità che Eisner non è riuscito a dare al suo Sacrifice. C’è anche un’interessantissima scena ripresa dalla prospettiva di Harry, che indossa un visore termico e segue una traccia fluorescente di sangue nella casa. Ed è proprio la casa, con i suoi inquietantissimi graffiti che cambiano continuamente espressione, la vera star dell’episodio. Quello delle figure stilizzate che cambiando posizione prevedono (o forse decidono) il futuro delle persone rappresentate, comportandosi quasi come una sorta di coro greco silenzioso, è un concetto parecchio interessante.
Che ci crediate o meno, questi primi due episodi sono molto meglio di gran parte degli episodi di Masters of Horror. Se anche gli altri si terranno su questi livelli (o quantomeno ci proveranno), direi che rischiamo di ritrovarci tra le mani una piacevole sorpresa.
Hey, I know that guy!
- Eric Roberts (Harry) è il fratello di Julia Roberts, e ha avuto una lunga carriera. Tra i suoi ruoli più recenti c’è un breve stint come fetentone nella prima stagione di Heroes e una parte in The Dark Knight, l’ennesimo film su Batman di prossima uscita.
- Cynthia Watros (Meredith) è la rimpianta Libby di Lost. Ancora non so se prendermela con l’inutile Michael o con quello stupido DUI.
- Larry Gilliard Jr. (James) è alla sua terza apparizione in un lavoro di Brad Anderson e si candida a diventare il suo attore-feticcio (ha già lavorato con lui in The Machinist e Next Stop Wonderland). Chi segue The Wire lo riconoscerà come D’Angelo Barksdale.



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Giugno 21st, 2008 alle 14:41
concordo sul fatto che sia molto meglio dell’episodio precedente (la scena con il visore notturno era molto interessante), l’intreccio ad un certo punto non si capiva bene dove bolesse andare a parare ma sul finale tutti i pezzi combaciano e non è poco…
per quanto riguarda la casa stregata, sono d’accordo sul fatto che hanno un po’ esagerato: credo che più di quello che hanno fatto per farcelo capire potevano soltanto piantarci un cartello fuori “QUESTA CASA E’ STREGATA”…
poi quando i due investigatori ci entrano dentro per la prima volta e vedono i graffiti sembrava un po’ uno dei tanti scary movie, quasi pensavo che ci fossero scritte cose tipo “scemo chi legge”…
Giugno 22nd, 2008 alle 15:51
E’ vero, mancava giusto l’insegna luminosa fuori XD
A me poi ha dato enormemente fastidio il ragazzino nascosto nel seminterrato, davvero non ce n’era bisogno, anche se il suo ritrovamento è fatto benissimo. Il bello è che la telecamera indugia per qualche secondo sull’armadio, ma è solo quando zoomano all’improvviso che si vede la sua faccia °_°