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14 feb
giovedì
House M.D.
House M.D. – 4×10 – It’s A Wonderful Lie

House M.D. - 4×11 -  It’s A Wonderful LieSarà l’assenza della sfida tra gli assistenti, sarà un caso medico che non è particolarmente avvincente, con protagoniste che sembrano la brutta copia delle Gilmore Girls, sarà tutto questo parlare di Natale e festività quando ormai non vedo l’ora che cominci la primavera, sarà che mi manca Amber, sarà che mi manca pure la Cuddy, sarà che Thirteen mi sta sempre più antipatica, fatto sta che questa puntata non mi ha entusiasmato molto. Dopo tanta attesa forse mi aspettavo troppo. Magari quando la riguarderò in futuro riuscirò a rivalutarla, chissà.

Tema di fondo: la sincerità, la menzogna, individuali e collettive, quanto sono utili per la costruzione dei rapporti sociali e per mantenere la propria salute mentale?

La puntata si apre con la classica scena in cui ci viene mostrato un gruppetto di persone intento a godersi tranquillo la propria esistenza. Tra di loro, qualcuno sta per ammalarsi e ridursi in fin di vita, ma ancora non lo sa. Chi sarà il futuro moribondo? La bambina a cui trema il polpaccio? Il tizio che le si arrampica a fianco? No, non dice nemmeno una battuta, in genere vale la regola “chi parla di più è spacciato”… Ed ecco la conferma: la paziente della settimana è la madre della bambina. Non le funzionano più le mani. Di lì a poco non funzioneranno più nemmeno i suoi occhi. A questi sintomi, House aggiunge una “inappropriate obsession with truth telling”. Lo stabilisce in base ad una interessante discussione con la Bambina sulle tipologie di bugia e sulle posizioni sessuali preferite dalla Madre. Che una ragazzina di 11 anni sia meglio informata sul secondo argomento in effetti è strano.
Che House abbia trovato l’eccezione alla regola “everybody lies“? E se questa eccezione dimostrasse che la regola ha ottime ragioni per esistere e farsi rispettare?
Segue dunque discussione con Wilson sulla funzionalità della menzogna per la costruzione dei rapporti sociali e per la conduzione di una vita sana e felice. La sincerità è una violenza e le bugie sono metaforici pargoli da nutrire e coccolare, risorsa del mondo futuro, House dixit. Di che si stupisce Wilson? Secondo House non è importante dire sempre la verità, ma dirla al proprio medico. Tutti gli altri possono pure essere sommersi dalle bugie. Di più: guai se non lo fossero! In particolare a Natale, quando si deve mostrare di volersi bene, di essere felici, ci si devono fare regali e si deve festeggiare una figura mitologica, guai se non si potesse fingere tutto! O almeno una buona parte…
Per esempio, lo scambio dei doni: evidenzia quanto poco sappiamo delle altre persone e scatena invidia ed irritazione. Quante amicizie sarebbero rovinate se non si potesse/sapesse sfoggiare un bel falso sorriso a trentadue denti?
Per rimarcare il concetto del paradosso natalizio, House decide di organizzare il sorteggio di Secret Santa con il proprio team. Non tanto, o non solo, per ricevere i regali: vuole vedere come affronteranno la situazione quando scopriranno di essere stati ingannati. Sadico? Infantile? Forse un po’ ha ragione la Bambina, quando dice “It’s sad“.
Scoperto il trucco e stabilito di non comprare nulla, le cose si svolgono in modo fin troppo prevedibile: Kutner abile ruffiano, si presenta con un neutrale orologio; Thirteen, ipocrita, gli consegna un vinile di malumore; Taub sceglie una rara edizione di Arthur Conan Doyle e almeno la porge con un sorriso. Foreman è l’unico a mostrare un po’ di coerenza e a lasciare House a mani vuote.

Nel frattempo, esami e controesami. La Madre peggiora. Breve dialogo in sala operatoria tra Foreman e Chase da cui si evince che la coppia Chameron è ancora salda. Le ossa della Madre fumano. Si scopre che la Bambina è l’ennesimo caso di adozione della serie. L’unica malattia curabile viene esclusa: la Madre non ha scampo. Almeno finché non scatta l’intuizione giusta nella mente di House. Si sentono pure le campane in sottofondo. La prossima volta forse si accenderà una lampadina proprio sopra alla sua testa.
Ispirato dallo scampanellio, House si presenta cantando con la lieta novella per il team e soprattutto per la paziente. Si tratta di cancro al seno, ma gli esami non lo mostravano perché il seno in questione era in una gamba. Misteri della formazione degli esseri umani.

A questo punto c’è una delle scene più impressionanti, almeno secondo il mio metro di giudizio. Riguarda una siringa, il suo contenuto e la bocca della Bambina.
Non mi interessa quello che dice House, “You’ve had it bifore”. Ogni volta che guardo questa sequenza, penso solo: “Ewwwwww! Schifisssssimo!”

Il caso è chiuso, si può festeggiare. Il nuovo team saluta il vecchio team, breve visione di Cameron, musica d’atmosfera, sorrisi e ralenti. Banalità natalizie. Fine.
No, non è vero. Continua.
Cambia la musica e vediamo House entrare in una chiesa. Una chiesa vera, in cui è in corso la funzione natalizia. E poi vediamo lei. Il contatto ravvicinato con un asino c’è, ma non è assolutamente del tipo che ci aspettavamo.
Nota: prima o poi la conoscenza enciclopedica di House dovrà essere giustificata in qualche modo. O si legge un articolo di Wikipedia ogni mattina, oppure la sua infanzia è stata ancora più difficile di quanto non ci abbia già raccontato.
Carino questo caso “ambulatoriale”, soprattutto visto l’epilogo: vale almeno una stellina e mezza di quelle totali. Simpatica lei a stare al gioco, incredibilmente gentile lui, soprattutto quando scopre la verità leggendo l’invito. Scambio di sorrisi in chiesa, forse House sarà un po’ meno sad questo Natale. Fine. Davvero, stavolta.

Riflessioni sparse.

Che effetti ha crescere in una famiglia in cui non ci sono bugie, in cui ci si dice sempre la verità su tutto? Secondo la Madre, il mondo sarebbe migliore se tutti agissero pensando di essere osservati e soccorsi dalla propria mamma. Vivere con il rigore dato da uno sguardo severo e con la libertà offerta da una rete di protezione. Forse la società sarebbe davvero migliore. O forse saremmo solo un mucchio di insicuri repressi.

La verità è davvero così indispensabile? Quando la Bambina scopre che sua Madre sta morendo, va da lei e replica alle rassicurazioni della malata con un deciso “You’re dying”. È una reazione giusta? Migliore di quanto non sarebbe stata una accondiscendenza? Quando si ha a che fare con una malattia grave, è meglio rassicurare mentendo o affermare la cruda verità, per non dare false speranze? I medici hanno certe responsabilità, dettate dalla legge, ma i parenti, gli amici, come dovrebbero comportarsi? E cosa dire a chi sta perdendo qualcuno? Come aiutarlo a trascorrere i giorni, i mesi, accanto ad un malato terminale? Come aiutarlo ad accettare la futura scomparsa?
La verità è sopravvalutata? O è la bugia che rischia di trasformarsi troppo facilmente in pura formalità, facile da dire e da ascoltare?
Forse, come nella maggior parte delle situazioni, il compromesso è la soluzione migliore. Ed è la più difficile da applicare, ovviamente. Confortare senza illudere, essere sinceri senza brutalità, essere bugiardi aspettando che la verità si faccia strada da sola nella mente e nel cuore di chi ha bisogno di più tempo per concepirla ed accettarla.

Di tutta la faccenda del Secret Santa, la cosa migliore è lo scambio di battute tra House e Wilson “Have you ever considered channeling your powers to, I don’t know, bring peace to the mid-East?”, “I couldn’t do that”, “But if they ever got it, you could screw it up?”, “Yeah, that’s more where my powers lie”.
Sul resto prevale la crescente insofferenza di Thirteen. E a Thirteen, per quel che mi riguarda. Pensavo che ad un certo punto lo sguardo fulmineo non le sarebbe più bastato e avrebbe assalito qualcuno, facendo volare defibrillatori, carpette e siringhe per la stanza. Ma se è così scontenta, perché non se ne va? E se invece è soddisfatta della sua scelta, perchè non ripone la scopa in un luogo più consono?

Mi è piaciuto l’abbinamento Taub-Foreman: si intendono rapidamente durante la visita al porco bugiardo ed anche durante l’esame oculistico alla paziente sembrano in sintonia. House li inquadra come abili mentitori, forse possiamo vederci anche qualcosa in più: due medici che sono costretti in una posizione che non è quella che vorrebbero, ma che cercano di trarre dalla situazione il massimo vantaggio, con una buona dose di cinismo e con una sincera preoccupazione verso i malati. Non tutti i malati, però: entrambi fanno dei distinguo e si dedicano più volentieri a chi “davvero” si impegna a preservare la propria salute e a migliorare per quanto possibile la propria vita. Sarà una questione di carattere o sarà l’esperienza di medico ad averli resi così selettivi? Ecco, ad accomunarli c’è anche il fatto che esercitano la professione da più tempo rispetto a Kutner e Thirteen. Forse è anche questo che permette loro di rapportarsi con House in modo più paritario. Anche se in questo, Taub deve fare ancora un po’ di strada rispetto a Foreman, che ormai non mostra nemmeno una briciola di soggezione nei confronti del suo capo. Rispetto all’anno scorso è molto più rilassato e sicuro. Sarà la garanzia della Cuddy? Avrà capito che somigliare ad House non significa essere un mostro senza cuore? In ogni caso, lo preferisco così.

Mi hanno fatto sorridere.
Il rennacappello di Wilson: ne voglio anch’io uno che piega le corna, il mio non lo fa.
Taub che pensa all’elenco delle malattie in ordine contrario a quello alfabetico.
“Okay, this is gonna be a tough case. I have almost no knowledge of alien physiology”.
L’idea del bondage con la Cuddy.




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7 commenti a “ House M.D. – 4×10 – It’s A Wonderful Lie ”

  1. groucho - 14-02-2008, 03:06

    3×10… o mi sbaglio io?

  2. groucho - 14-02-2008, 03:07

    se vabbé

    4×10, ovviamente

  3. -conci- - 14-02-2008, 09:50

    Trovato su Wikipedia.. potrebbe spiegare almeno in parte la sua vasta conoscenza in campi che esulano dalla medicina:
    “Il padre era un pilota dei marines, condizione che portava House a vivere molti spostamenti, da bambino. È durante questi viaggi che House presumibilmente entra in contatto con molte lingue straniere, mostrando infatti un certo livello di comprensione di spagnolo, portoghese, mandarino, giapponese e Hindi nel corso della serie.Uno dei trasferimenti della famiglia House si ha in Egitto, dove egli sviluppa un interesse particolare per l’ archeologia e la “caccia al tesoro”, interesse mantenuto anche in età adulta.Un altro soggiorno all’estero, si svolge in Giappone, dove all’età di 14 anni House matura la decisione di fare il medico.”

  4. Tuppi - 14-02-2008, 11:50

    L’unico di questo nuovo trio che forse mi convince è Taub. Kutner è solo stupido ma non particolarmente divertente. Thirteen è odiosa (ed è l’unica caratteristica che si riesce ad attribuirle! Questa donna non ha un carattere e anche quando cercano di delinearlo un po’ mi sembra la brutta copia di Cameron però scazzata!)…concordo con ogni cosa scritta su di lei!
    Spero che arrivi presto qualche cambiamento che riporti Cameron e Chase, o Amber…Dopo tutti gli episodi divertenti e belli della competizione questo cade proprio in basso! :(

  5. Gia - 19-02-2008, 10:34

    Ehi! E il commento di Frozen? come giustamente sottolineato da Groucho?! è carino.. volevo sentire cosa ne pensate..
    :)

  6. Nusta - 19-02-2008, 18:35

    ci ho messo un po’ a capire la cosa del 10! sono proprio lenta… ora ho corretto :) scusate! sto preparando anche la 11 e la 12, ma tra esami, lavoro e impegni familiari imprevisti ho avuto davvero poco tempo da dedicare ad House… spero di postare entrambe entro pochi giorni

    -conci- è vero che ha imparato un sacco di cose grazie a queste esperienze, ma è comunque strano che in materia religiosa sia tanto preparato (e si vedrà anche nella 4×12), dato che non ha un passato da seminarista come Chase (o almeno, finora non ne sappiamo nulla…)
    magari è una cosa del tipo “conosci il tuo nemico”… oppure oltre al porno ama anche i documentari, specie quelli sulle religioni…

  7. Dany - 29-04-2008, 12:53

    Everybody lies, l’assioma di House. Paradossalmente la vita sarebbe tragicamente assurda senza le bugie, perché come ci insegna House, le bugie non hanno necessariamente una connotazione negativa: possono servire anche per proteggere, arrivando quasi ad avere una giustificazione sociale.
    House ne fa quasi un trattato filo-sociologico (bugie bianche, razionalizzazioni, omissioni ecc…) spingendosi ad equiparare la nuda e cruda verità all’ abuso di minore.
    Singolare il dialogo con Wilson a parti invertite rispetto a “97 seconds”: allora House si dimostrò crudelmente sincero nei confronti del ragazzo tetraplegico in punto di morte, senza provare per lui un filo di compassione, solo in nome della sua verità; qui, al contrario, House manifesta un lato quasi “paterno” e protettivo nei confronti di Jane, deplorando l’estrema sincerità della madre. Perché il corollario del suo postulato è che si mente a chi si vuole bene, mentre si dice la verità alle persone di cui non ci importa poco o nulla…vedremo però che non è sempre così .
    House avrà comunque ragione del fatto che Maggie nasconde una verità, ma noi avremo l’ennesima prova che House, per via del differente rapporto empatico che instaura con chi lo circonda, ha comportamenti diversi in analoghe situazioni.
    Come nel decisivo confronto con Maggie, quando vuole che lei dica a tutti i costi la verità sull’adozione e le dà dell’ipocrita (da che pulpito…..)
    Ma a chi sarebbe giovata quella verità? Solo ad House, per fare quadrare il suo puzzle, niente più…Maggie ha nascosto la verità solo per amore, ha rassicurato Jane in punto di morte solo per amore…Nascondere la verità a costo della vita: un paradosso per Maggie ma l’unica scelta obbligata dettata dall’amore…l’unica bugia di Maggie che le sta costando la vita

    Sarà Jane in preda alla disperazione, che grida in faccia alla madre la cruda e crudele verità a ridimensionare le assolute certezze di Maggie e House: la verità può fare male e, nel caso di Jane, non viene detta per menefreghismo, ma per paura di perdere chi si ama…lo stesso motivo per cui Maggie serberà il suo segreto …perchè forse è giusto così…

    Efficace la coppia di bugiardi in avanscoperta, Foreman/Taub; giustificato e condivisibile il “pathetic” riferito ad House specie nel giochetto dei regali segreti tutti pro-domo sua….tattica per studiare i nuovi paperi? Seeeeee… per chi ci crede…….; adorabile Chase quando afferma che tutti hanno il diritto di avere un po’ di privacy: molto saggio e altruisitico…Tenero e quasi infantile Kutner con la sua mania dei regali e carino il mix fra vecchio e nuovo team a fine episodio con un House che li guarda a distanza…

    Episodio natalizio gradevole, anche se di minore impatto emotivo rispetto a Damned if you do (season1) o a Merry Little Christmas (season3), mentre non ricordo un episodio natalizio nella season2….boh…Godibili gli equivoci generati dal giochetto del Secret Santa; deliziosamente singolare l’interazione tra House e la “prostituta”-“Maria” con un finale inaspettato (House in chiesa?) che apre uno spiraglio alla serenità ( pensiamo alla disperazione di Merry Little Christmas lo scorso anno) e che ha generato, unito a tutto il resto, un particolare equilibrio drama-comedy, peculiare del resto a tutta questa season4.


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