Eli Stone è uno spietato avvocato di successo che sembra avere tutto: soldi, accessori, una biondona al suo fianco e un’ambizione da pochi… sino a quando, un bel giorno, non ha sentito la musica. E che musica! Questa nuova serie della ABC arriva in un periodo di magra causato dallo sciopero degli sceneggiatori (a proposito, tutti con le dita incrociate: potrebbe finire presto!) e sicuramente promette bene. Non solo perché c’è poco altro da vedere, e neanche perché occupa la fortunatissima slot del telefilm-dopo-Lost (guadagnandosi tutti quei telespettatori che per inerzia o perché sono troppo sconvolti dalla visione Lostiana rimangono sul divano senza cambiare canale e si sorbiscono il telefilm di turno).
Certo, queste coincidenze aiutano, ma Eli Stone può vantare Greg Berlanti fra i suoi produttori (Everwood, Brothers & Sisters), attori meravigliosi quali Johnny Lee Miller (Trainspotting, Æon Flux, Smith) e Victor Garber (il Jack Bristow di Alias) ed una trama sorprendente: ormai le serie sugli avvocati sanno di già viste, stantie, pensiamo subito ad Ally McBeal. Non per niente leggendo che Eli Stone veniva classificato come Drama ero preoccupata.
Mi aspettavo la solita brodaglia riscaldata, noiosa, infinita e senza attrattiva. Ero ben disposta a soprassedere a tutto ciò per gustarmi 40 minuti di Johnny Lee Miller alla settimana (ecco l’attrattiva!), attore ahimé troppo sottovalutato -di cui sono carampana da tempi immemori- e anche Jack Bristow mi faceva felice. Invece questo Pilot mi ha sorpreso piacevolmente: è divertente, i personaggi sembrano interessanti e.. lui ha allucinazioni isteriche alla random, cosa che per fortuna mi ricorda più Wonderfalls rispetto a Boston Legal. Certo, questa sembra una trovata facile facile che potrebbe portare a grandi cose ma anche all’autodistruzione. Però io ci vedo il lato positivo: se proprio la serie deciderà di buttarsi da un palazzo, almeno lo farà nell’isterismo delle visioni di Eli e non nella interminabile tediosità di certi altri prodotti.
Il primo episodio ha visto l’introduzione dei personaggi principali: Taylor, la fidanzata/presto moglie di Eli, talmente simpatica che appena lui scopre di avere ereditato dal padre un aneurisma causa delle allucinazioni (ma noi crediamo che sia veramente un profeta quindi meglio non nominare mai più l’aneurisma) lo stava per lasciare perché, poverina, per lei è dura. Grande esempio di amorevole supporto. Ma non c’era neanche tanto bisogno di questa scena visto che appena Patti, la prorompente assistente di Eli (ovvero uno splendido clichè che cammina), ha espresso la sua velatissima antipatia per la bionda, mi ha subito conquistata. Io le credo. Unica cosa positiva della simpaticona sembra essere il padre Jack Bristow Jordan Wethersby che qui sorride (mi sono spaventata tantissimo, aiuto, mi ci dovrò abituare) ed è anche il capo dello studio legale per cui lavora Eli (quindi boss e suocero nello stesso colpo) e molto probabilmente rappresenterà tutto quello contro cui Eli andrà a battersi in futuro: le grandi e corrotte corporazioni affamate di denaro che si arricchiscono alle spese del singolo privo di potere.
Altre due figure opposte accompagnano Eli: il fratello neurologo Nathan, uomo di scienza che vede nell’aneurisma la causa delle sue allucinazioni, e Dr. Chen, uomo di fede (omg Lost!), convinto che ci sia una spiegazione divina: Eli potrebbe essere il profeta di questa generazione e, come gli disse una volta il padre: “E’ destinato a fare grandi cose e ad aiutare le persone“.
Questo cambiamento è stato inserito grazie al caso della settimana: una madre (Beth) denuncia la causa farmaceutica del vaccino che molto probabilmente ha causato l’autismo in suo figlio (Storyline che ha fatto arrabbiare parecchio le vere case farmaceutiche che hanno costretto la ABC ad inserire la scrittina “The preceding story was fictional and did not portray any actual persons, companies, products, or events”, in modo che i telespettatori non credessero alla causa. Ma non era ovvio? Bah.); Eli decide di lottare per lei spinto da vari fattori, anzi essenzialmente da uno: George Michael! ![]()
Scopre che Beth è la ragazza con cui ha perso la sua verginità (con George come sottofondo musicale) e legge il nome “George Michael” fra le costruzioni del bambino. In effetti se io lo vedessi ballare e cantare dappertutto “Faith” (magari!), rimarrei colpita da queste coincidenze profetiche e farei di tutto per accontentarlo e sentirlo ancora.
Per concludere: Eli ridimensionerà la sua vita per seguire il verbo di un favoloso George Michael e farà del bene canticchiando “Faith”. Chi non vorrebbe un profeta del genere?
Mi sono divertita nella visione e sono speranzosa, oh sì!
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Febbraio 4th, 2008 alle 22:10
Io avevo visto il pilota quest’estate e poi l’ho rivisto oggi. E’ veramente molto carino, anche se ricorda molto molto molto Ally McBeal (il che non è affatto negativo, anzi…). Le uniche perplessità mi sono sembrate un po’ i personaggi, che non sembrano molto ispirati (una per tutte il cliché che cammina, per non parlare della fidanzata più stronza della Terra - che risulta persino peggiore del Jack Bristow versione avvocato senza scrupoli) e mi sembra ancora un po’ dubbia la storia del profeta… Cmq, messi da parte i vari sentimentalismi e spiritismi, questa è una serie che ha delle potenzialità ed Eli mi è già simpatico.
PS
Che parte faceva in Trainspotting?? Non l’ho proprio riconosciuto.
PPS
Ma come facevano tutti a odiare il caro papà??? Era il fratello di JD!!!!
Febbraio 4th, 2008 alle 23:44
sicuramente ricorda molto ally mcbeal,il che non mi dispiace;
sono curioso di vedere in che modo continuerà la storia del profeta e quali altre visioni avrà,
sicuramente almeno un’altra di George Micheal.
Mi ha fatto morire quando Eli chiede alla ragzaa se il figlio autistico è suo e lei gli risponde:”Si!sono riamasta incinta per 8 anni”
Febbraio 5th, 2008 alle 00:03
Dopo l’inizio tra i muli dell’india o qualunque posto sia e l’apparizione di George Michael l’ho cestinato senza pietà.
Però, ecco, se nell’interezza ricorda Wonderfalls, un secondo tentativo potrei farlo.
Febbraio 5th, 2008 alle 00:19
@rei: anche io ho qualche perplessità qua e là, i prossimi episodi sapranno illuminarci. Jack Bristow avvocato lo posso anche concepire, ma non sorridente! O_O che gli viene in mente di sorridere? se è un avvocato Kattivo dovrebbe mantenere la faccia incazzosa alla Alias!
Johnny in trainspotting faceva Sick Boy, quello biondo ossigenato fuori di melone
@paulus: George Michael dovrebbe tornare verso l’ottavo-nono episodio. Can’t wait!
@francesco: neanche io ho apprezzato la parte dell’india, potevano benissimo tagliarla, ma George Michael no dài!
comunque sì, fossi in te gli darei una seconda possibilità… in fondo per poter giudicare meglio una serie bisogna guardare qualcosina in più oltre al pilot… chissà che senza George Michael ed India non ti sorprenda in positivo 
Quelle apparizioni erano di un trash perfetto ed estasiante
Febbraio 5th, 2008 alle 09:16
ok, scaricherollo.
Febbraio 5th, 2008 alle 12:59
@ paulus: quella battuta è la migliore di tutto l’episodio!!
@ Ania: guarda io non l’avrei capito manco in un fantastiliardo di anni (certo fors prima avrei controllato la filmografia su IMDB)!!!!
Febbraio 5th, 2008 alle 20:26
a me è piaciuto parecchio.. l’apparizione di george michael è stata esaltante anche se non sono un fan (ma un adoratore di tutto ciò che riguarda i mitici eighties si).. la parte dell’india non l’ho trovata tanto determinante per il giudizio dell’episodio… che però mi ha lasciato un pò stranito dal fatto che i suoi poteri non sonostati ben spiegati e/o contestualizzati… comunque una serie divertente, e rivedere dopo tanto tempo il dr.abbott (anche se non ho capito se era un cameo o è nel cast regolare) e jack bristow è sempre un piacere…
p.s.: non vorrei passare per cretino (che in effetti sono
) ma qualcuno mi spiega la battuta dell’”incinta da otto anni”? io non l’ho capita… io pensavo che eli le avesse chiesto se fosse suo (nel senso di eli) figlio e lei gli avesse risposto così… ma comunque non l’ho capita…
Febbraio 5th, 2008 alle 21:49
@Rei: è normale, sono io che sono troppo fanatica XD
@isaia: nel senso che probabilmente loro si conoscevano 16 anni prima, il bambino ha 8 anni… quindi o la tipa è rimasta incinta per 8 anni o forse forse non è figlio di Eli
spero anche io che si riveda il dr.abbott! *_*
Febbraio 5th, 2008 alle 23:28
grazie ania… adesso mi è chiaro…
Febbraio 13th, 2008 alle 23:20
Visto stasera, carino carino!
Mi metterò in pari a breve!
Il paragone con Ally McBeal c’è, e non fa mai male!
Febbraio 14th, 2008 alle 16:08
Ania, la tua recensione mi ispira molto, credo proprio che lo guarderò… curiosità: questa cosa del vaccino e dell’autismo è la stessa che c’era in The Schield?
Febbraio 14th, 2008 alle 18:06
Mi fa piacere Nusta
mah, non so cosa sia successo in the shield… so solo che questo fatto dei vaccini che causano l’autismo è una leggenda che esiste da sempre e le case farmaceutiche hanno lottato a lungo per smentirla, quindi ogni volta che uno show ne parla vanno subito in allarme e impongono l’inserimento di una “avvertenza prima dell’uso”, in modo che il popolo, facilmente influenzabile, non ci creda. è successo lo stesso in the shield?
Febbraio 14th, 2008 alle 18:28
in the shield due figli del protagonista, vic, sono malati di autismo. prima si scopre che lo è il secondogenito, matthew, poi la più piccolina, megan. ad un certo punto viene proposto a vic ed alla moglie di intentare causa contro una ditta farmaceutica, il cui vaccino potrebbe aver indotto o contribuito alla malattia. la cosa non viene approfondita a livello medico, ma mi pare che loro ad un certo punto abbandonino la causa perchè troppo dispendiosa o qualcosa del genere. era una di quelle cause collettive tipo quella di erin brockovich e non mi sembrava che fosse trattato come una “leggenda”, ma più come una questione ancora da dimostrare scientificamente però possibile…
Febbraio 14th, 2008 alle 18:44
Esatto, anche in Eli è trattato in questo modo. nella vita reale però dopo anni di studi è stato smentito qualunque collegamento fra i vaccini e l’autismo, quindi appena qualche show approfitta di questo mito per una storyline, perpetuando una credenza ignorante, le case farmaceutiche pretendono che si facciano le premesse del caso.
Secondo me non c’era bisogno o almeno, io non ne avevo bisogno. Però conoscendo gli americani… meglio precisare và