House M.D. - 4x08 - You Don't Want To Know

Episodio un po’ deludente, almeno per me. Cominciavo ad avere delle aspettative riguardo agli sviluppi delle storie di alcuni candidati ed il modo in cui vengono gestite le cose mi ha lasciato un po’ perplessa.
Il paziente della settimana è un illusionista che ha una fortuna sfacciata: tra tutti i momenti in cui poteva venirgli un infarto, il caso vuole che si senta male proprio quando si sta esibendo a un metro di distanza da un dottore, Cole, trascinato a vedere uno spettacolo poco entusiasmante (il trucco di Houdini ha quasi due secoli, possibile che qualcuno lo consideri ancora “magico”?) da Kutner, che per l’occasione si esibisce in una perfetta imitazione di uno scimpanzé. A quella del Mago si intrecciano altre due storie: la sfida tra i candidati e l’indagine personale di House nei confronti di Thirteen. Sullo sfondo, il tema generale della magia, dei suoi trucchi e dei suoi inganni, e di quello che rappresenta: la soddisfazione dell’intimo desiderio di restare nell’ignoranza, di non-sapere il perché e il percome delle cose. Desiderio condiviso da molte persone, secondo il Mago. House, ovviamente, fa eccezione. House vuole sapere sempre tutto. Di tutti.

In questo episodio vuole sapere quanto sono bravi i suoi potenziali collaboratori ad infrangere le regole. Se sorvoliamo sull’oggetto del contendere, l’idea è sicuramente meglio di “maschi contro femmine”. Purtroppo la scelta delle mutande di Cuddy come obiettivo e lo sviluppo dell’intera faccenda rappresentano una ripida caduta di stile da parte degli autori, almeno per i miei gusti. La sfida lanciata da House è decisamente “childish, unprofessional and inappropriate”, ma quello che mi ha lasciato più perplessa è il fatto che lui ritenga seriamente che la vittoria potesse essere ottenuta solo rubando the thong dopo un amplesso. Non mi sembra realistico che House abbia un’opinione simile di Cuddy. Da alcuni episodi il personaggio di Cuddy è al centro di battute e situazioni di infimo livello, sarei contenta di vedere un po’ più di rispetto da parte di House nei suoi confronti.
Per ora mi farò bastare la ramanzina di Wilson, “You know, in some cultures, hiring people to steal someone’s underpants is considered wooing. You should move there. Because here it’s just, you know, creepy” e la battuta di Foreman “It’s how I got hired”, sperando che sia davvero sarcastica.

La sfida ha inizio e mentre l’Indiano è alle prese con il Mago, aiutato da Thirteen che ha rinunciato in partenza alla competizione, gli altri tre candidati si mettono all’opera.
C.B. Amber e il Chirurgo Taub hanno avuto sostanzialmente la stessa idea, l’unica che avrebbe avuto una qualche efficacia, probabilmente, se i rispettivi piani fossero stati portati a termine: inzuppare Cuddy inducendola a cambiarsi per poi rubare la sua biancheria. Ostacolandosi a vicenda rendono vani entrambi i tentativi. Finiscono dunque per allearsi, ma la vista a raggi x di House (perché solo così si spiega la sua onniscienza) li smaschera subito.
Il terzo sfidante, Cole il Mormone, non ha affatto capito le regole del gioco: si accorda con Cuddy e ottiene lo slippino in cambio di una nomination ai danni di Kutner. Non gli passa nemmeno per la testa che indicare un amico farà scattare nella mente di House un allarme grande come un’insegna di un casinò di Las Vegas. E nemmeno che allearsi con Cuddy era l’ultima cosa che House avrebbe approvato. Non ha proprio capito nulla di come vanno le cose al Plainsboro. Dunque, per me, merita di andarsene.

Il prossimo potrebbe essere chiunque, anche la stessa Thirteen, dato che ora è stato finalmente svelato il suo segreto.
Nonostante l’approfondimento della settimana sia rivolto a lei, abbiamo modo di ascoltare e osservare anche gli altri. Tutti cercano di garantirsi il posto e quando sembra che sia Cole ad avere la vittoria in mano, ciascuno cerca di diventarne un alleato, o quantomeno di mostrargli le proprie qualità.
Taub fa leva sui soldi, offrendogli una vera e propria bustarella. Pratico, sicuro di sè, mi piace.
Amber, perfettamente consapevole di essere una bitch, gli fa un discorsetto sulla propria competenza sul piano lavorativo e incrocia le dita. Onesta, cinica, determinata, ovviamente continuo a tifare per lei.
Kutner gioca la carta dell’amicizia, quella del baby-sitting, quella della diffamazione degli altri e quella della stupidità, la peggiore che potesse usare. Vuoi convincere qualcuno che sei adatto per un lavoro? Non raccontargli che sei il più scemo tra i candidati! Forse Cuddy fa bene a temere per le sorti dell’ospedale, con un soggetto del genere in circolazione…

Veniamo a Thirteen.
Un gesto maldestro, una reazione eccessiva e House decide che è arrivato il momento giusto per indagare a fondo sul mistero che la circonda. Inizia con le buone: la chiama nel proprio ufficio e le chiede senza troppi giri di parole se stia nascondendo una malattia. Lei replica altrettanto chiaramente che non sta nascondendo un bel nulla.
House passa dunque al piano B: le sostituisce il caffè decaffeinato con il normale, cerca nel suo portafoglio indizi sulla sua famiglia e trova con google informazioni sulla morte di sua madre. Al di là dell’etica di un comportamento simile, come avrà fatto a sostituire il caffè? Dubito che le porgesse la tazza personalmente… Comunque. Alla fine ottiene le risposte che voleva: la madre di Thirteen è morta a causa di una malattia genetica, chiamata Huntington’s chorea, e potrebbe aver trasmesso alla figlia la stessa condizione. Anziché togliersi il dubbio con un test, Thirteen preferisce vivere nell’ignoranza. Secondo lei è meglio non sapere, dato che questo le consente di fare cose che altrimenti la spaventerebbero, come scalare il Kilimangiaro o lavorare per House. In effetti lavorare per uno che ti inganna e ti droga e saltuariamente attenta alla propria vita deve essere un po’ inquietante. Se io fossi al suo posto forse preferirei sapere la verità e lavorare altrove. House sembra quasi lusingato dall’essere paragonato alle lezioni di volo e decide di far eseguire un test genetico su Thirteen, naturalmente a sua insaputa. Quando arrivano i risultati, si fionda nel suo studio incredula con la busta in mano e lo psicanalizza all’istante: “You spend your whole life looking for answers because you think the next answer will change something, maybe make you a little less miserable. And you know that when you run out of questions, you don’t just run out of answers. You run out of hope. You glad you know that?
Sarà vero quello che dice? E dirlo sarà in character per una che lo conosce da poco più di due mesi? House butta la busta nel cestino senza aprirla. Quella con i risultati del test dell’ HIV di Cameron l’aveva aperta prima ancora che lei stessa la leggesse. Non vorrei fare dei paragoni forzati, ma questa Thirteen sembra piazzata apposta per fare dei confronti con Cameron: la bellezza, l’enigma, il dramma, il carattere, il rapporto con House… Se in più aggiungono queste situazioni così simili, sembra davvero che facciano apposta. Non sto affatto dicendo che siano personaggi uguali, anzi ci sono differenze notevoli tra loro. Però si articolano sullo stesso modello, si muovono sulla stessa linea narrativa, mentre gli altri candidati sono meno collegati a Foreman o a Chase, non si prestano a confronti del genere.

Sul caso del Mago non c’è molto da dire, tranne che finally it’s lupus!
La spiegazione è molto semplice, ma i dialoghi sui gruppi sanguigni potrebbero non essere del tutto corretti (qualcuno ha già evidenziato le contraddizioni di questa diagnosi su wikipedia e polite dissent).
Resterà memoria del Mago anche perché si tratta di uno dei pochi pazienti con cui House ha uno scambio verbale non del tutto insignificante. E perché la chiave che lacera le budella non si dimentica facilmente.

Ultime note.
Belle le scene House-Wilson. Il biliardino, la visita serale. Momenti tra amici. Chissà se Wilson è ancora depresso.
Divertente, una volta accettati i limiti della cosa, la scena House-Cuddy “Oh my god“. Più divertente ad una seconda visione, quando già si sa che è lei ad avere in mano le redini della situazione.
Ci ricorderemo del caso del Mago anche perché collegato all’ennesimo atto autolesionista di House. Forse è per assecondare questi impulsi che Kutner è ancora in giro. House aspetta di vederlo correre con delle forbici appuntite in mano per mettersi sulla sua traiettoria.
Chase e Cameron grandi assenti. Non che in questa stagione siano stati molto presenti, finora. Certo che se c’era Cameron il caso lo risolvevano in cinque minuti. Forse sarebbe stato meglio così, almeno avrebbero potuto dedicare un po’ più di tempo ai misteri di Thirteen, che secondo me sono stati liquidati con troppa rapidità.

Nusta

Perennemente affamata di storie, ama divorarle in grandi abbuffate ma anche gustarsele piano piano, assaporandone ogni capitolo. Che siano lunghe o corte, semplici o ingarbugliate, surreali o realistiche, che siano dolci, amare, aspre o dal sapore misto, che siano delle vecchie compagne o delle novità assolute, dopo un primo assaggio convincente le è difficile abbandonare a metà la portata. Talmente difficile che a volte la si potrebbe definire narrativa-dipendente. Se ci fosse una cura, comunque, non la vorrebbe affatto.

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Commenti
4 commenti a “House M.D. – 4×08 – You Don’t Want To Know”
  1. mirkhouse scrive:

    “…e la battuta di Foreman “It’s how I got hired”, sperando che sia davvero sarcastica”

    Se vi ricordate nei primi episodi della prima serie House svela a Foreman di averlo assunto perchè aveva dei precedenti penali: da giovane era entrato in una casa per rubare. Se andiamo a vedere non è molto differente da quello che chiede ai nuovi “pretendenti”. Per niente etico ma perfettamente in character… lo amiamo anche per questo House, o no?

  2. Ely scrive:

    Purtroppo 1 notevole parallelismo tra 13 e Cameron c’è, anche se lei mi sta abbastanza simpatica, al contrario della stronza tagliagole che di puntata in puntata mi sta sempre + sulles balles…
    Grandiosa anche la scena fra House e il Dr Cole nell’ascensore dopo che lui vede che la Cuddy non porta la biancheria XD In linea di massima mi è piaciuto abbastanza come epsiodio (forse anche xchè mio padre fa il prestigiatore :P )
    Aumentano sempre di + le volte che House si è dato all’autolesionismo, dopo l’ultima della scossa x vedere com’era l’aldilà..

  3. Daniela scrive:

    Ci sono episodi “colpo di fulmine”… speciali, che catturano l’ attenzione e stimolano la riflessione…episodi che ti prendono allo stomaco…come quando sei in preda all’innamoramento e hai una cotta per una persona e questa ti guarda…You don’t want to know è uno di questi..che viaggia a due velocità: c’è un livello più leggero, quello della challenge ed uno più sottile, quello della ricerca delle risposte.

    Il thong affair è un gradevole pretesto per testare l’intraprendenza dei babyducks.
    Cole ha la meglio e porta a sorpresa a casa il trofeo, con un House curioso, ma che non ci mette molto a fare 2+2 visto il soggetto e scartando l’onnipotenza della preghiera era prevedibile un accordo con la Cuddy, ma a che prezzo? Lo scopriamo alla fine e personalmente, malgrado le regole arbitrarie di House, mi sento di condividere la scelta di licenziare proprio Big Love.
    L’unica che non cerca di influenzare Cole è 13.
    Tutti gli altri tentano di portare acqua al proprio mulino, chi facendo leva sull’amicizia (Kutner), chi sulla professionalità (Bitch), chi con il vil denaro (Taub)..nessuno si fa scrupoli, perché House lo ha detto chiaramente: Cole avrà carta bianca sui criteri di eliminazione…
    Cole forte di questo sigla il patto con Cuddy ai danni di Kutner.
    Il gioco alla fine si fa duro e non si deve guardare in faccia nessuno, non discuto questo, ma discuto il modo…Da “amico” Cole doveva almeno avere il buongusto di preavvertire Kutner, senza illuderlo fino alla fine (dato il legame che li univa anche fuori dall’ospedale)…
    La nomination di Kutner ha sorpreso tutti e House, avendo la conferma dell’accordo con il nemico non poteva non eliminare Cole, che ha tradito un amico e che ha tradito la sua fiducia…che si è sottomesso all’ingerenza di Cuddy ai danni del team e dell’obiettività…Questa è la prova che House ha un suo codice e in fondo una sua morale, seppur singolare…infrangi le regole altrui e non le mie, anche se giustamente Kutner era l’ultimo a dover essere nominato.
    Alla fine, se si eccettua AmBitch , che ormai ha le ore contate (the bitch is a bitch..the everyone’s pick), rimarranno i migliori per sensibilità, curiosità, intraprendenza e passione…mi piace la nuova composizione del cast..qui in particolare non ho affatto sentito la mancanza di Chase e Cameron: segno che se la sceneggiatura è buona, poco importa chi compone il cast di contorno.

    Ohh….my…God! Evviva Cuddy ed il suo tanga (che non c’è)..
    Evviva il lupus (che invece, per la prima volta c’è)
    Evviva Wilson (che c’è dalla prima puntata e sempre ci sarà, thank to God)

    L’altro livello dell’episodio, quello più profondo, ruota attorno al titolo “you don’t want to know” e alla ricerca ossessiva della verità…Non sempre è maledettamente necessario porsi il perché di tutte le cose, ci può anche fare piacere accettare di credere in ciò che ci piace e ci appaga, anche se si tratta di illusioni…o magari della fede…della voglia di godere di tutto come se fosse l’ultima volta… a volte può essere preferibile non farsi troppe domande o almeno rispettare questo desiderio…il desiderio di completare a tutti i costi i puzzle può denotare che siamo noi ad avere un pezzo mancante…

    13: you don’t want to know se porti o meno la tara ereditaria del morbo di Huntington…Ne hai tutto il diritto ed è giusto rispettare il tuo punto di vista. House, come accadde con Cameron e l’AIDS, è irrispettoso della tua scelta ed è mosso da una morbosa curiosità: ti fa trovare il risultato del test in busta chiusa. Partendo dal presupposto che lo conosci da poche settimane, è stupefacente come tu ne abbia tracciato un quadro impietoso, preciso ed assolutamente perfetto con parole che non possono non essere un pugno nello stomaco, tanto che House, basito, getta la tua busta, insieme alla verità non svelata, nel cestino.
    Sei il mio mito 13. perchè finalmente sei l’unica femmina che per ora non sembra affatto essere stata ammaliata dal fascino di House.

    Le analogie che sembrano accomunare 13 e Cameron in realtà rappresentano le loro differenze: stesse situazioni, diversi modi di porsi di fronte alla vita, agli altri, a se stesse…per quanto 13 è sicura, equilibrata e cosciente di quello che è e di quello che vale, a prescindere da ciò che il destino le riserverà, per quanto Cameron è insicura ed altalenante nelle sue scelte di vita, di patner e di immagine che dà di se stessa.

    Sometimes…. the fun is not knowing dice il mago ad House. Ecco perchè la gente assiste agli spettacoli di magia: a volte non ha senso porsi delle domande: scoprire il trucco fa svanire la magia….
    Non sapere se in effetti si hanno i giorni contati a volte rende più liberi, dice 13, perchè fa vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, perchè fa fare cose altrimenti impensabili…ci fa assaporare il gusto del pericolo, del rischio, del non comune…non ci si fanno domande, perchè abbiamo già messo in conto il peggio: bisogna essere forti e determinati nonchè altamente equilibrati per avere questa filosofia di vita.

    House: you don’t want to know la verità che ti riguarda in prima persona…ma 13 te l’ha sbattuta in faccia e sicuramente non te l’aspettavi. Una lezione di vita da ricordare. Tu non cerchi solo la verità, House: cerchi la speranza, cerchi il pezzo mancante del tuo puzzle: non vuoi trovare solo risposte, ma anche un senso alla tua esistenza: per questo metti a rischio la tua vita e collezioni esperienze al limite… “passi tutta la tua vita a cercare risposte, perchè la prossima risposta potrebbe cambiare qualcosa e forse renderti un po’ meno infelice” ….il bello è che quel tipo di risposta non potremmo mai trovarla se non in noi stessi…

  4. Mi dispiace per Big Love, mi era simpatico… Per il resto sì, 13 ricorda veramente troppo Cameron. Ora che gli aspiranti dottori diminuiscono ho paura di vedere copiate le dinamiche del gruppo precedente, cosa che non giustificherebbe il cambiamento. Insomma, cambiare tutto per poi tornare tutto come prima. Se in BSG questo non dà per niente fastidio, qui un po’ inizia a farlo.

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