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How I Met Your Mother – 3×02 – We’re Not from Here

…E all’improvviso mi rendo conto che non è affatto facile recensire una sit-com di 20 minuti a episodio quando il fulcro di ogni episodio è sempre e comunque farti sganasciare (sganasciare? si usa ancora?) dalle risate, a meno che, certo, non abbia intenzione di ricopiarvi qui di seguito tutte le battute che mi hanno fatto sganasciare. …No, non ho intenzione di farlo, ma siamo solo al secondo episodio, la stagione è giovane, c’è tempo.
Dunque! Secondo episodio.
Robin sta ancora con Gael (un Enrique Iglesias che storidsce e affascina con la sua pronuncia irresistibile e le sue storie sugli squali), Ted è semplicemente contento che Robin sia contenta, Marshall e Lily affrontano le conseguenze più noiose del matrimonio (scrivere biglietti di ringraziamento a chiunque) e Barney dice porcherie ogni giorno nuove e ogni giorno più volgari, il che lo mantiene stabile al primo posto dei personaggi viscidi più amati di sempre.
La formula è inquietantemente simile a quella dello scorso episodio (tremo al pensiero di veder soppiantare la varietà che caratterizzava le stagioni precedenti da una sequela di episodi fatti con lo stampino… sono paranoico?): una situazione principale sostanzialmente seriosa con gli ovvi risvolti comici del caso + una situazione secondaria demenziale che fa ridere e basta + gag con Marshall e Lily che fanno da contorno.

Tra un biglietto di ringraziamento e l’altro, i nostri sposini preferiti sono impegnati a scriversi a vicenda le disposizioni mortuarie, ma mentre Marshall sforna una lettera lunghissima, piena di passione e sentimento che spera possa essere un piccolo faro che illuminerà la solitudine della sua amata quando lui non ci sarà più, il messaggio di Lily è poco più lungo di un sms e dice di disdire l’abbonamento a Vogue. E questo scatenerà una serie di battibecchi. YAAAWN.
Nel frattempo, mentre si avvicina inesorabilmente la data di scadenza della sua relazione con Gael (che in virtù dell’inoppugnabile legge del maestro di sci sta velocemente perdendo ogni attrattiva, ora che l’Argentina è lontana e Brooklyn incombe) Robin inizia a domandarsi quale sia la vera Robin: quella che va al lavoro, beve scotch e legge riviste di armi o quella che mangiava con le mani, ascoltava concerti di tamburi (“Un concerto di tamburi! Ce ne sono di diversi ogni volta!” potrebbe seriamente diventare la mia frase preferita della settimana) e passava le serate distesa sulla spiaggia, stafatta (mi auguro), a pensare alla pace? La risposta è quella più ovvia e Robin e Gael si lasceranno.
La parte più spassosa naturalmente è la sottotrama che riguarda Ted e Barney (non per nulla il titolo dell’episodio si riferisce a loro), che ispirati dal fascino esotico che irradia Gael, decidono di fingersi stranieri, abbordare delle newyorkesi grazie al loro finto accento straniero, portarsele a letto e scappare la mattina dopo per prendere un finto aereo che li riporterà alla loro finta patria. Finiranno per abbordare delle ragazze stupidissime… e nemmeno newyorkesi che Ted scaricherà con un esilarante monologo razzista di chiara ispirazione woodyalleniana sull’importanza di essere newyorkesi -e la vergogna di non esserlo- che non posso non riportarvi per intero:

Proprio così, vivo qui. Va bene, siamo degli stronzi. Sì, abbiamo finto di essere di fuori città per poter fare sesso con voi e mollarvi lì domattina. Ma sapete cos’è ancora peggio di tutto questo? Dire di essere newyorkesi quando non lo si è. Perché questa è la città più grandiosa del mondo e bisogna guadagnarselo il diritto di definirsi newyorkesi! Quindi perché voi altre non strisciate in quel tubo fognario che chiamate Holland Tunnel, e andate a scaricarvi nel vostro “quasi come New York”? Perché io ho farei di tutto per scopare, ma non andrò mai nel New Jersey!

Sì, è stupendo, ma lo sapete cosa è ancora meglio? Premessa: avrete notato anche voi come gli autori stiano prendendo gusto nel fare delle scenette finali insolitamente elaborate: la volta scorsa Marshall ha addirittura fatto un sito internet (che esiste veramente) per ricordare a Barney quanto manca al prossimo schiaffo, oggi abbiamo assistito a un siparietto di vita coniugale di Marshall e Lily ambientato 22 anni nel futuro.
Ecco, in quello che sembra essere lo studio di Marshall, se fate attenzione, noterete alle sue spalle un articolo di giornale incorniciato che reca inequivocabile, a caratteri cubitali, la scritta N.Y.C. LAWYER CAPTURES “NESSY”: avvocato newyorkese cattura il mostro di lockness. Semplicemente. Geniale.

Quindi: le battute sono prevedibili, non per questo meno divertenti, solo che ridi prima ancora che le facciano e il che ti crea tutta una serie di sfasamenti perché poi mentre le stanno dicendo tu con la mente sei già proiettato alla prossima e pensi soltanto “ma allora, si muovono?”. Gli do tre stelline, senza cattiveria, ma senza neanche troppo entusiasmo.

Andrea D.

Ex artista, ex supereroe, ex allenatore dei Los Angeles Lakers. Scrive su Serialmente da parecchio tempo.

6 Comments

  1. Rei, the frakkin' Serialmente guy 9 ottobre 2007 at 13:00

    In effetti mi è piaciuta più la premiere. La scenetta finale è cmq geniale.

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  2. Oddio, che occhio, non mi ero assolutamente accorto dell’articolo di giornale… GENIALE! :D

    Mi ha fatto molto ridere Robin, che è un personaggio che sto amando sempre più (impagabile quando ripete mille volte che è canadese). Il sogno con le due Robin… stupidissimo! :D

    Forse la storyline di Marshall e Lily era la meno divertente, ma non si può non aver riso quando Marshall legge la lettera della consorte e compare sullo schermo Alyson Hannigan che legge ad alta voce la lettera con quella intonazione serissima! :D

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  3. […] Cosa che avrebbe perfettamente senso, se non fosse che Ted detesta il New Jersey (ricordate “We’re Not From Here“?). Nel frattempo Robin attraversa lo stato con una bicicletta da bambina per arrivare in […]

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  4. In ritardo stratosferico ma: oh mio dio che ridere l’articolo di giornale di Marshall del futuro!!! Non l’avevo notato, grazie al cielo c’era questa recensione!!! :P Grazie (anche per questo…)!!!

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  5. Concordo in toto con la recensione, sto recuperando in fretta la serie, ed è davvero spassosa!

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  6. Mmm, non sono d’accordo… Cioè, condivido il voto (3 stelle, ci stà, anche 3 e 1/2), ma non la motivazione: ho trovato la parte di Ted e Barney noiosissima, e mi ha invece fatto parecchio ridere la parte di Lily e Marshall (you suck! XD).

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