i spleep a lot better konwing doctors smokeQuando le donne erano pezze da piedi, gli uomini dovevano mettere giacca e cravatta anche per portare fuori la spazzatura, le persone di colore erano negri e le sigarette erano solo l’accessorio più in voga… Quelli sì che erano bei tempi!
Benvenuti nell’America conservatrice degli anni 60, terra del benessere, della superficialità, dell’abbondanza e dei pregiudizi. Peggiore solo di poco rispetto all’America di oggi, ma con più fumo e più gusto nel vestire.

Introdotto da una sigla animata molto graziosa (oltre all’adorabile omino stilizzato, ho sempre avuto un debole per le sigle in cui i personaggi NON guardano in macchina e sorridono mentre sotto compare il nome dell’attore -beverly hills e smallville, brrrrrr…), Mad Men è uno spaccato cinico e spietato di quel mondo, dove una donna può farsi prescrivere la pillola anticoncezionale al modico prezzo di 11 dollari e di venir trattata dal proprio medico come la peggior sgualdrina di puttanopoli, o dove un uomo in un locale cerca di attaccar bottone con un cameriere di colore per venire subito interrotto da un altro cameriere, bianco stavolta, che domanda solerte al gentile cliente se per caso il suo collega -il negraccio- lo sta importunando, dove i progetti per il futuro di una ragazza sono trovarsi un marito per poter smettere di lavorare (prospettiva non poi così avvilente dal momento che tanto la maggior parte di loro è sinceramente convinta di non essere intelligente quanto un uomo), o dove nelle ditte non si assumono ebrei perché è già tanto avere nel team un italiano.

Questo è più o meno il tema dell’intero telefilm: costumi e condotte oggi impensabili, che ci fanno inorridire o mettere le mani nei capelli, erano normale amministrazione fino a una manciata d’anni fa.

L’autore è Matthew Weiner, già creatore e produttore dei Soprano. Magari a voi interessa, io dei Soprano avrà visto due episodi in tutto. Comunque, da quel che mi dicono dalla regia, è un discreto (ah ah, eufemismo) biglietto da visita.

La serie è ambientato in un’agenzia pubblicitaria dove tra maschilisti ubriaconi e puttanieri il nostro protagonista, Don Draper, tipico creativo con la faccia come il culo, spicca per essere per lo meno il meno peggio. La sua missione, in questo episodio, è salvare la Lucky Strike, che come tutte le altre marche di sigarette si appresta ad affrontare i primi di una lunga serie di imbarazzi legati al fatto che il Reader’s Digest ha rivelato di recente (così di recente che ancora in pochi ci credono) che il fumo ti uccide.
Don riuscirà a salvare le Lucky Strike (col geniale slogan “il tabacco degli altri è velenoso, il nostro è tostato” che dimostra quanto sia facile mentire senza effettivamente dire niente di falso XD) e sarà l’eroe della parata.
Sullo sfondo colleghi stronzi e segretarie troie, nulla di memorabile.

Riminiscenze di Thank you for smoking a parte, questo pilota è gradevole ma non eccezionale. Certe battute sono semplicemente perfette, ma nel complesso mi sembra non offrire nulla di straordinario; è interessante, realistico, suggestivo e tutto il resto, solo… mai abbastanza cattivo. Sembra che si fermi sempre poco prima di esagerare, cosa che alcuni possono anche apprezzare e interpretare come segno di sottigliezza, io invece che sono un cafone preferisco di gran lunga gli eccessi.
Certo è istruttivo.
E’ cosa giusta e interessante domandarsi se siamo noi un prodotto della nostra società o la società un nostro prodotto, insomma, di chi dei due è la colpa se fa tutto schifo. Fa piacere scoprire che possiamo riflettere sulla condizione femminile anche senza bisogno delle solite macchiette che spaziano dalla femminista incazzata alla donna caparbia che lotta per il suo posto in una società di uomini senza rinunciare alla propria femminilità (personaggio che peralto apparrebbe assai anacronistico, ma l’abbiamo visto tante di quelle volte che non mi sorprendo più quando gli sceneggiatori se ne infischiano di questi dettagli). E soprattutto è strano trovarsi a rimpiangere l’ipocrisia dei giorni nostri, che per disdicevole che sia è indice del fatto che almeno noi non siamo esattamente fieri di essere sessisti, razzisti, egoisti, cinici e ubriachi come quei mad men degli anni 60.

Quasi dimenticavo, Mad Men è il nomignolo ironico e scanzonato coniato sul finire degli anni 50 per definire i rampanti pubblicitari di Madison Avenue.
Se l’erano dato da soli.

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13 Risposte a “Mad Men - 1×01 - Smoke Gets In Your Eyes”
  1. MicheleMichele scrive:

    L’autore è Matthew Weiner, già creatore e produttore dei Soprano. Magari a voi interessa, io dei Soprano avrà visto due episodi in tutto. Comunque, da quel che mi dicono dalla regia, è un discreto (ah ah, eufemismo) biglietto da visita.

    Il fatto che tu non abbia visto uno dei due o tre telefilm migliori degli ultimi 20 anni è un’onta che andrebbe lavata con il sangue!

    Per quanto riguarda Mad Men, debbo dire che a me è piaciuto molto più di quanto sia piaciuto a te.
    L’ho trovato superbamente scritto e recitato (Jon Hamm è un’autentica rivelazione: da dove è saltato fuori?), per non parlare di quanto sia realizzato bene in termini meramente tecnici. Una ricostruzione perfetta di quegli anni!

    Non troppo cattivo, dici? Io vi ho ravvisato la perfetta dose di cinismo!
    Non sono facilmente abbindolabile da una sequenza interminabile di one-liner, ma qui ci sono almeno 5 o 6 battute memorabili nel solo pilot!
    Da “What you call love was invented by guys like me to sell nylons.” alla battuta sull’implausibilità di una fotocopiatrice… mi sono sentito più intelligente solo guardando questi 50 minuti. Sì, lo so, non ci vuole molto! :D

  2. kawkaw scrive:

    che dire, io speravo che picchiassero anche la gente col bastone XD quello per me è “abbastanza” cattivo.
    poi i soprano sono una scelta: non è che me li sia persi, è che non mi interessavano proprio. gli riconosco tutti i meriti che vuoi, ma se ti addormenti mentre lo guardi non c’è molto da fare XD
    comunque è vero, momento LAWL quando Don dice “dal momento che non esiste una macchina magica che faccia copie perfette delle cose…” X’D
    lo ripeto, certe cose erano perfette, non mi ha convinto “il tutto”. ciò non toglie che lo show spacchi i culi. tre stelle e mezza gli ho dato, mica un pugno in un occhio!

  3. wild_honeywild_honey scrive:

    oh mio dio, io amo quell’uomo! quello con i capelli bianchi! lo amo!

  4. Fede scrive:

    questa serie mi era totalmente sfuggita! Come è possibile?!

  5. korovaBAR scrive:

    ..beh..io sono un pò fermo a quando lui porta il cane alla figlia..sarà il 5 episodio..
    ..ma lo trovo un pò.. mmm.. polpettone!!..potrebbe piacermi..lo finirò prima o poi.. ma per ora voglio mazzate e armi fotoniche *sbaaaaav*

  6. LillussiaLillussia scrive:

    Grazie ad Ann sono diventata totalmente addicted a questo telefilm! Passato l’iniziale choc nel vedere Connor…-dato dal fatto che ho appena visto la quarta stagione di Angel - me ne sono totalmente innamorata. Quelle atmosfere…avrei voluto vivere in quegli anni, anche a costo di essere trattata da sgualdrina dal proprio ginecologo.
    E poi la sigla! La sigla! *_*
    bello, bello, bello. grazie Ann!

  7. Rei, the frakkin' Serialmente guyRei, the frakkin' Serialmente guy scrive:

    Odio tutti questi bei pilot che non ho visto… Che ne sarà della mia vita con tutte queste cose da vedere????!!!!!!

  8. Rei, the frakkin' Serialmente guyRei, the frakkin' Serialmente guy scrive:

    OK, il mio ultimo commento è un po’ folle, lo ammetto. Cmq finalmente l’ho visto. Mi trovo un po’ d’accordo con kaw e un po’ con tutti gli altri: questo pilota l’ho trovato un po’ lento, che arriva tardi al punto della questione, che trova un perché solo al termine dell’episodio, in quella bellissima e spiazzante sequenza del ritorno a casa. Ma, fortunatamente c’è un ma, il secondo episodio mi ha fatto capire che la serie è ad ampio respiro, dall’affascinante perfezione stilistica, dallo sviluppo narrativo cadenzato e ritmato come la lancetta di un orologio. E una delle cose che più mi ha colpito è stata la naturalezza del paradosso, la sua forza, l’irriducibile presenza del mondo di oggi in quello di ieri, l’ombra che costantemente lo opprime e gli dà senso. Da applauso.

  9. Stefano /Sebartus scrive:

    Ragazzi/e, ottimo sito, commentate tutto (anche la spazzatura ;) ), ma avete abbandonato Mad Men!
    Non posso accettarlo…su, su, forza, aspetto con ansia le vostre recensioni su questo magnifico show.

  10. Bella Donna scrive:

    Ah, devi dirlo a quel Kaw lì, che non ha considerato Mad Men degno del suo interesse! Tzè!

  11. Serialmente » Mad Men - Stagione 1 scrive:

    [...] conclusa lo scorso settembre può sembrare un pizzico “Embe’????”, soprattutto perché della prima puntata abbiamo già parlato, o meglio, ne ha parlato il caro kaw. Ma non vi allarmate. C’è una buona [...]

  12. Tartaruga Magica scrive:

    Sulla scia dei premi ricevuti e delle vostre entusiaste “recinzioni” sto iniziando or ora a vedere Mad Men (sono appena giunto alla 4 puntata della prima serie) ..
    Alcune brevi considerazioni: c’è un certa lentezza nelle storie, è vero; sfiziosi comunque i momenti in cui vengono partoriti gli slogan e gli spot, con tutt’intorno a queste gemme, corna, gelosie, competizioni, frustrazioni, e il politicamente scorretto nei tempi in cui l’espressione “politicamente scorretto” non esisteva ancora …

    Comunque per gli autori del sito: perchè non vedo le recensioni di tutte le puntate della prima serie?
    E’ così anche con DEXTER mi sembra.. le puntate vengono recensite direttamente dalla seconda serie.. o mi sbaglio?

    Saluti

  13. Rei, the frakkin' Serialmente guyRei, the frakkin' Serialmente guy scrive:

    Guarda, per la prima stagione di Mad Men, oltre questa puntata, c’è una recensione della prima stagione nella sua interezza. Purtroppo, quella stagione è stata trasmessa proprio a cavallo della creazione del sito, ecco spiegato il perché di queste due sole recensioni (ma non ti preoccupare, con la seconda annata ci siamo rifatti ;-) ).
    Ed è la stessa ragione per cui non hai trovato le recensioni della prima stagione di Dexter: quell’anno non eravamo ancora nati. :-)

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