Bionic Woman - 1×01 - Pilot [Pre-air]
Scritto da: Rei, the frakkin' Serialmente guy in Bionic Woman, Pilot 2007/2008
“Qual è il limite? Quando è giusto intervenire nell’operato di Dio?” chiede Will Anthros agli studenti della sua classe di bioetica mentre scorre le diapositive di persone sottopostesi ad innesti chirurgici di vario genere. Qual è il limite? Quanto di come siamo fatti influisce su ciò che siamo? Il nostro corpo è solo un insieme di parti sostituibili e potenziabili oppure è componente fondamentale e caratterizzante la nostra identità?
Sono questi gli interrogativi cyberpunk su cui siamo spinti a riflettere al termine del pilot, proposto alla NBC, di Bionic Woman, remake dell’omonima serie degli anni ’70 realizzato da uno degli executive producers di quel capolavoro che è Battlestar Galactica, ossia David Eick. Come BG prende liberamente spunto dall’originale per parlare di tutt’altro, così BW risulta un prodotto infinitamente più complesso di quanto si potrebbe immaginare.
Ma forniamo un po’ di trama: Jamie Sommers è una comune ventenne che, facendo la barista in un locale notturno, mantiene sé e la scontrosa-sorda sorella quindicenne dopo che la madre se ne è andata di cancro ed il padre se ne è andato e basta (certo, tutto ciò mi ricorda vagamente una biondina di Sunnydale, cognome compreso… citazione?), vivendo nel contempo una felice relazione con il professore e dottore Will Anthros, del quale è molto innamorata. Quindi, nel bel mezzo di una cena romantica, lei confessa di essere incinta e lui le propone di sposarlo. Fin qui tutto ok. Solo che un secondo dopo la macchina sulla quale viaggiano viene investita in pieno da un camion a folle velocità, in modo tutt’altro che accidentale. Le condizioni di Jamie sono critiche, tanto da indurre Will a condurla in una segretissima base militare dove… beh, lo sapete già. Oppure no, e quindi vi consiglio vivamente di scoprirlo per conto vostro.
Innanzitutto la storia affascina. Insieme a Jamie veniamo catapultati in un mondo sommerso e complesso, in cui la distinzione tra bene e male è totalmente fluida, un paesaggio dipinto con il mio colore narrativamente preferito: il grigio. In più, già dalla primissima sequenza, numerosi segreti e infinite sottotrame si dipanano poco a poco, dandoci il senso di una stratificata e densa backstory da dissotterrare con attenzione. Possiamo senz’altro notare che la vicenda sembrerebbe voler proseguire su binari abbastanza tradizionali (il viaggio dell’eroe per intenderci), ma questo non è necessariamente un male.
Secondo, i personaggi risultano finemente curati e gli attori che li interpretano magistrali. Tra i tanti spiccano la grande Katee Sackhoff, ovvero la mentalmente instabile Sarah “I donna bionica” Corvus, Miguel Ferrer, il capo del team paramilitare Jonas Bledsoe, e Mark Sheppard, il misterioso e pericoloso Anthony Anthros.
Infine, ricongiungendomi all’incipit, al tutto soggiace la profonda e risonante riflessione riguardo cosa caratterizza la nostra umanità, cosa ci rende gli individui che siamo, se il nostro essere umani sia una forza o una debolezza, e via dicendo. Ovviamente il discorso è cadenzato da sparatorie, calci volanti, superforza, superudito e supervista, ma chi ritiene che tali elementi banalizzino l’integrità della questione non ha ancora compreso il pieno significato del termine “metafora”.
Quindi è perfetto? Non ha nessun difetto? Non proprio.
Il problema, per nulla trascurabile, è la protagonista, Jamie Sommers. Il suo personaggio non ha né lo spazio né il tempo di venire degnamente presentato che già la sua avventura ha preso il via, impedendoci di rintracciarne la linea di partenza. Si carica quindi di tutt’altro significato la domanda rivoltale da Sarah Corvus in occasione del loro primo incontro: “Chi sei?” E per noi suona: chi eri? Chi eri prima dell’incidente, prima di essere bionicamente modificata? Prima che la tua intera esistenza si ribaltasse repentinamente? Sicuramente qualcuno mi risponderà (non capisco se mi rivolgo sempre a miei ipotetici detrattori o alle mie molteplici personalità…) che è voluto, che il passato di Jamie è costellato di misteri, che in fondo non si trovava nel posto sbagliato al momento sbagliato, che non esistono coincidenze. Sì, questo è vero, ma non basta. Posso, in un secondo momento, mettere la mano sul fuoco che tale problema verrà risolto già nel corso della manciata di episodi iniziali, in cui la protagonista verrà ripresentata al pubblico e il suo background approfondito. Ma rimane il fatto che per i primi minuti si prova una certa confusione, smarrimento, sensazioni che poi andranno ad inficiare la già mancata identificazione dello spettatore con Jamie, ultimo tra i personaggi con cui siamo portati a empatizzare. Ma questa è l’unica falla di una serie che, nonostante questo, corre già per vincere.
Morale della favola: mettetevi seduti e gustatevi l’episodio, ma vi avverto che quel To be continued… finale vi lascerà con la strana voglia di smontare lo schermo alla ricerca di un modo per vederne ancora e ancora e ancora e ancora…



(2 voti, media: 3.5 su 5)






Articoli (RSS)
settembre 3rd, 2007 alle 13:06
io trovo che lei corra malissimo. se io avessi tutte e due le gambe bioniche correrei molto meglio di così!
a parte gli scherzi, a me è piaciuto. nonostante io sia una grandissima fan dei telefilm vintage, la donna bionica era obbiettivamente noioso. questo l’unica cosa che ha in comune è che sono effettivamente due (tre) donne bioniche…
ho trovato sinceramente eccessiva la storyline della sorella sorda/adolescente/problematica: la povera jamie non ce la può fare nemmeno da bionica a gestire tutto da sola! fortunatamente è già stata abbandonata e l’attrice (la fastidiosissima Mae Whitman) già sostituita. adesso c’è “semplicemente” una adolescente, lucy hale.
settembre 3rd, 2007 alle 13:14
..BOOOOOM!!!..*sbavsbav*
..non vedo l’ora di vedere il resto..okkei Jamie è fica!!! (e passatemi il termine!!) ma solo io trovo più spettacolosa Sarah Corvus???
Oo
settembre 28th, 2007 alle 20:49
[...] ufficiale, andato in onda sulla NBC lo scorso mercoledì. Sinceramente ho ben poco da aggiungere a quanto precedentemente detto. Prima di tutto una rettifica: a meritarsi gli applausi (o i fischi, decidete voi) per questo [...]
novembre 11th, 2007 alle 19:18
[...] compici, se non artefici, di questo brillantissimo risultato. Credo che, dopo aver visionato il pilot, abbiano detto: “Mh, sì. E’ carina la donna superforte, ma forse il tono è un pochino troppo [...]
maggio 24th, 2008 alle 18:09
scusate ma che differenza c’è tra il pilot e il preair?
maggio 25th, 2008 alle 11:46
Il preair è il pilot presentato al canale, mentre il pilot (recensito anche quello) è la versione mandata in onda ufficialmente. E’ possibile che ci possano essere cambiamenti tra le due versioni alcune volte (aggiustamenti di cast, di scene), come in questo caso.
Spero di esserti stato d’aiuto!